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Atletica, il crollo dei tesserati

Atletica, il crollo dei tesserati

In sette anni 3000 in meno. Puggioni: «Non si cercano più giovani talenti»

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SASSARI. Impianti fatiscenti, una perdita di quasi 3000 tesserati negli ultimi sette anni e risorse umane e professionali - che hanno fatto la storia di questo sport - messe in un angolo invece che a disposizione dei giovani.

Anche l’atletica leggera, tra le più nobili discipline sportive, vive nell’isola un momento preoccupante. La regione italiana con il maggior numero di piste rispetto a quello degli abitanti (69 in tutta l’isola) attraversa in realtà un momento da dimenticare. È doloroso per Gianni Puggioni, velocista sassarese di 49 anni, medaglia di bronzo nella staffetta 4x100 ai campionati del mondo di atletica leggera del 1995, spiegare quello che sta accadendo. «È molto triste - ammette l’ex azzurro - perché la Sardegna ha una grande tradizione nell’atletica e oggi il movimento vive una fase di buio totale. I motivi della crisi del nostro sport - spiega Puggioni - sono legati alla mancanza di investimenti, sia per quanto riguarda le strutture, che sono tante ma molte inutilizzabili, che per quanto concerne le professionalità. È assurdo ad esempio - aggiunge Puggioni - che tecnici competenti e stimati a livello nazionale come Gianfranco Dotta, Nardino Degortes e Francesco Garau in Sardegna non lavorino per la federazione per la ricerca e la formazione dei giovani». È di 7978 il numero di tesserati Fidal nel 2014. Di questi appena il 10 percento ha un’età compresa tra i 15 e i 34 anni. «Purtroppo a 15 anni i ragazzi si ritirano - conclude Puggioni - e se non riusciamo a trattenerli e a farli innamorare di questo sport dobbiamo tutti farci delle domande». (l.f.)

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