Niente campetti liberi, a Sassari chiuso uno dei due playground
La passione per il basket è tanta, ma la città è piuttosto avara di spazi liberi dove coltivare talenti. C’è il campetto di via Venezia, proprio di fronte all’assessorato allo sport, e c’era...
La passione per il basket è tanta, ma la città è piuttosto avara di spazi liberi dove coltivare talenti. C’è il campetto di via Venezia, proprio di fronte all’assessorato allo sport, e c’era soprattutto il playground della scuola elementare di via Luna e Sole, accanto al bowling e di fronte alla rotatoria. Uno spazio frequentatissimo dai ragazzini, che giocavano addirittura fino alle 23, potendo contare su una illuminazione notturna. Tre giorni fa il dirigente scolastico ha incaricato gli operai di smontare i cesti e rendere così inutilizzabile la struttura. Così un altro prezioso luogo di aggregazione e di sport della città viene letteralmente sprecato: non lo potranno usare gli stessi studenti. A Sassari è una storia vista e rivista: è successo per esempio nella scuola media di via Gorizia e in diversi altri istituti. E’ la logica di molti presidi, che concepiscono lo spazio pubblico alla stregua del giardino privato: è un bene della scuola e non della comunità. Dunque se i ragazzini sporcano e lasciano le bottiglie di plastica in giro, allora è meglio chiudere tutto e non fare più giocare nessuno.
Il sindaco Nicola Sanna, da parte sua, dice di non essere stato avvisato e di non condividere l’iniziativa: «È un campetto messo a disposizione della scuola ma anche del quartiere. Perciò verrà riaperto». (lu.so)
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