IL RETROSCENA»L’APPUNTAMENTO
SASSARI. Il rogo dell’altra notte ha spazzato due campeggi sotto sequestro da anni per lottizzazione abusiva. E proprio oggi, con le ceneri della devastazione ancora calde, si tiene la prima udienza...
SASSARI. Il rogo dell’altra notte ha spazzato due campeggi sotto sequestro da anni per lottizzazione abusiva. E proprio oggi, con le ceneri della devastazione ancora calde, si tiene la prima udienza del processo ai 116 proprietari di lotti del camping di Sant’Imbenia, rinviati a giudizio per violazione della norme urbanistiche e paesaggistiche. Che si presenteranno, con uno stuolo di avvocati, davanti al giudice monocratico Maria Antonietta Crobu.
Una concomitanza, l’incendio e il processo, sicuramente casuale. Ma che accende ancora di più i riflettori su una lunga e tormentata vicenda giudiziaria, che vede gli albori nei lontani primi anni del 1980. È in quel periodo, infatti, che la cooperativa “L’Edificatrice” acquista il terreno che diventerà una tendopoli, meta di vacanza low cost in un angolo di paradiso, con un mare spettacolare, un nuraghe (che ha appunto il nome di Sant’Imbenia) tra le roulotte e, a poca distanza dal campeggio, le rovine di una villa d’epoca romana. E attualmente territorio del Parco di Porto Conte, zona, quindi, a tutela massima.
Nei lotti i villeggianti sistemano sì, le tende e le roulotte, ma anche qualche cosa di più che presuppone l’uso di cemento e mattoni. L’allora pretura di Alghero fece sequestrare, siamo nel 1983, quei manufatti che, non essendo amovibili, non potevano essere realizzati. In pratica, era già nato allora un villaggio di vacanze a tutti gli effetti, ma senza autorizzazioni.
Seguono tutta una serie di ricorsi avviati dai proprietari dei lotti che invece sostenevano di essere in regola.
Intanto, però, mentre la battaglia giudiziaria va avanti, il campeggio continua a restare aperto, le case con le ruote hanno le loro piazzole di cemento, ci sono prefabbricati, non si contano le verande, servizi igienici, rete idrica ed elettrica.
Dal 2001 la cooperativa L’Edificatrice viene sostituita da un’altra coop, la Sant’Imbenia, le vacanze nella Baia delle Ninfe continuano ma anche l’attenzione della magistratura. Però il giudice per le indagini preliminari Maria Teresa Lupinu si ritrova a dover respingere una richiesta di sequestro preventivo della Procura di Sassari per la prescrizione dei presunti abusi. È passato troppo tempo, infatti, se è dal 1980 che a Mugoni le roulotte hanno trovato solide fondamenta.
Ma scattano nuove indagini da parte della sezione di polizia giudiziaria della Forestale che, dopo un blitz nel campeggio di Sant’Imbenia, scopre che non tutto è rimasto intatto e i manufatti rimossi o demoliti sono stati sostituiti da altre nuove costruzioni. Quindi, il sospetto che nuovi abusi fossero stati commessi da parte dei dei proprietari dei lotti. E così l’inchiesta riparte con la richiesta di sequestro preventivo del campeggio, da parte del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu.
È l’ottobre del 2010 e pochi mesi prima, anche all’altro campeggio di Sant’Igori, nel mirino degli inquirenti, era ugualmente stati posti i sigilli ed era stato sgomberato, sempre per gli stessi motivi: violazioni della la normativa paesaggistica e urbanistica.
Nel corso delle indagini erano stati rilevati anche i potenziali rischi di inquinamento causato dalla massiccia presenza dei campeggiatori. Nel mare antistante, era stata accertata la presenza di batteri. Perché mancano le fogne.
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