La Nuova Sardegna

L’Enac: la sicurezza è compito dello Stato

di Gianni Olandi
L’Enac: la sicurezza è compito dello Stato

Marco Di Giugno: non a caso c’è un presidio di polizia. La Sogeaal: la guardia giurata ha un altro ruolo

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ALGHERO. Il giorno dopo il clamoroso blitz in aeroporto, arrivano puntuali le considerazioni di Enac e Sogeaal sull’importante tema della sicurezza. Considerazioni inevitabili, dopo lo scalpore che la notizia del “libero” assalto ha creato un po’ ovunque.

L’avvocato Marco Di Giugno, direttore dell’Enac, precisa che «la sicurezza dello scalo è di stretta competenza dello Stato che, non a caso, è rappresentato nel Riviera del Corallo da un presidio armato costituito dal distaccamento della polizia, ruolo che non può essere sostituito o integrato, in questa fase, da nessuna figura similare. In futuro, dopo l’adozione di una legge – aggiunge il direttore dell’Enac – le competenze della sicurezza potrebbero essere assegnate alle società di gestione degli aeroporti che a quel punto ne avrebbero la responsabilità diretta. Ma ora la competenza è esclusiva dello Stato». Il direttore generale della società di gestione, Mario Peralda, interviene sullo stesso argomento a chiarimento di alcune affermazioni fatte dai sindacati in merito alla dotazione di armi ai vigilantes privati. «L’impiego di una guardia giurata durante gli orari di chiusura dell’aeroporto – sostiene Peralda – in accordo con il Piano nazionale della sicurezza e dietro specifiche indicazioni di Enac e della polaria, ha come scopo solo la regolamentazione dell’accesso notturno in aerostazione per coloro che ne abbiano necessità (ad esempio dipendenti o tecnici esterni per necessità di interventi manutentivi straordinari). Sempre in accordo con queste indicazioni, l’addetto opera senza arma e il suo ruolo equivale sostanzialmente a quello di un usciere, seppur certificato all’impiego nella struttura aeroportuale. L’impiego di un’unità è assolutamente adeguato per compiti di questo tipo». In sintesi, non è propria del vigilante alcuna funzione di sicurezza generale né di ordine pubblico, «salvo il compito, peraltro comune a qualunque diligente cittadino – chiarisce ancora Peralda – di allertare l’autorità di pubblica sicurezza che è presente in aeroporto con una postazione di controllo attiva 24 ore al giorno, qualora rilevasse qualche anomalia che ne comporti l’intervento di competenza. Cosa che peraltro l’addetto risulta aver puntualmente fatto nel caso dell’assalto al bancomat». Il direttore della Sogeaal conclude con una nota polemica indirizzata al sindacato: «È invece imbarazzante, oltre che squalificante, la strumentalizzazione operata nell’occasione dalla sigla sindacale Uil, il cui rappresentante aziendale è peraltro un addetto alla security, che, in una nota diffusa a ridosso dell’episodio, confonde un incaricato di un pubblico servizio nell’esercizio delle sue funzioni (che svolge i servizi di sicurezza dati in concessione alla società di gestione come previsto dall’articolo 2 del decreto ministeriale 85/99) con un pubblico ufficiale, quali di fatto sono gli appartenenti alle forze dell’ordine che svolgono attività legate all’ordine pubblico e alla pubblica sicurezza. Peraltro il sindacato, non si rende conto che ciò che sta di fatto chiedendo a gran voce, ovvero la presenza generalizzata di personale armato, dotato quindi anche di porto d’armi per difesa personale e addestrato alla custodia di beni mobili ed immobili, vede come prima naturale conseguenza la terziarizzazione dei servizi e l’affidamento degli stessi ad un istituto di vigilanza privata».

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