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Sicurezza nello scalo, è polemica Vertice per rafforzare il sistema

di Luigi Soriga
Sicurezza nello scalo, è polemica Vertice per rafforzare il sistema

L’incursione indisturbata dei malviventi ha messo a nudo le carenze sul versante della sorveglianza Il 30 settembre incontro tra forze dell’ordine, Enac e Sogeeal. Bruno: «Lo Stato rinforzi il presidio»

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SASSARI. Luogo ipersensibile di giorno, ma letargico la notte. L’aeroporto di Alghero, come la stragrande maggioranza delle aerostazioni nazionali, ha due identità e due bioritmi. Non c’è una proporzione tra la vivisezione rivolta al passeggero in transito, l’accuratezza dei controlli, la boccetta di profumo sequestrata come fosse tritolo, e le maglie larghe della sorveglianza quando gli aerei si accucciano silenziosi sulla pista. Il blitz di sabato notte, e ancora di più la sequenza video di tre minuti immortalata dalle telecamere, mettono a nudo le carenze sul versante sicurezza. Per violare un aeroporto bastano un’ascia e un Fiorino con il quale fare la gimcana tra i paletti, sdradicare un bancomat e poi ripartire con il forziere a bordo. Il presidio di due poliziotti e un vigilante disarmato evidentemente non è sufficiente.

L’ipotesi di rivedere la sorveglianza nel Riviera del Corallo sarà il tema caldo del vertice convocato il 30 settembre. Vi parteciperanno tutte le forze dell’ordine, il questore, il prefetto, l’Enac, la Sogeeal e tutti quegli enti interessati al fatto che l’aeroporto possa essere un luogo sicuro.

Ciò che il direttore dell’Enac Marco di Giugno chiederà di ridiscutere è un fattore che determina il livello di “blindatura” dello scalo: si chiama la “valutazione del rischio”. In questa previsione viene ponderato ciò che si pensa possa accadere dentro e fuori un aeroporto, e con quali forze in campo possano essere annullati gli eventuali pericoli. Il recente furto scompagina ogni calcolo precedente. «Al tavolo del 30 settembre – spiega Marco di Giugno – chiederemo sicuramente che il livello di sorveglianza dell’aeroporto venga aumentato». Il nuovo Piano nazionale sulla sicurezza, prevede nuove misure per incrementare i controlli, e dunque le forze dell’ordine potrebbero aumentare i propri presìdi. «Non spetta a me stabilire se due poliziotti in h 24 siano sufficienti per vigilare – prosegue Di Giugno – anche perché una militarizzazione massiccia sarebbe improponibile. Le risorse ministeriali sono troppo esigue per riempire aeroporti o centri commerciali di forze dell’ordine. Ma la sicurezza non è solo una questione di numeri. Se non sarà possibile avere il doppio dei poliziotti, allora vedremo se il pattugliamento esterno da parte dei carabinieri potrà essere più frequente. Chiederemo più passaggi notturni davanti all’aeroporto». C’è però un’altra possibilità: «Le guardie giurate – dice Marco di Giugno – ma stavolta armate. Discuteremo anche di questo al tavolo sulla sicurezza. A reclutare la security eventualmente sarebbe la società di gestione, ovvero la Sogeaal: potrebbe appaltare il servizio a terzi, oppure formare lei stessa il personale e fare in modo che gli addetti acquisiscano il porto d’armi». Anche il sindaco di Alghero Mario Bruno chiederà un rafforzamento del presidio da parte dello Stato: «Vorrei che la stessa scrupolosa attenzione dedicata al passeggero fosse riservata anche all’aeroporto». Invece il sindaco di Sassari Nicola Sanna è meno preoccupato: «Non mi pare che gli altri aeroporti siano più sicuri. Al terminal partenze di Roma Fiumicino ci si arriva senza ostacoli. Le hall sono spazi pubblici. Piuttosto mi sarei allarmato se i banditi avessero rubato il bancomat e poi l’avessero fatta franca. Il loro arresto in tempi rapidi mi fa stare tranquillo».

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