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Treni veloci, per la Sardegna ancora un anno di attesa

Uno dei dei nuovi treni veloci acquistati dalla Regione Sardegna
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Uno dei dei nuovi treni veloci acquistati dalla Regione Sardegna

Il "pendolino" sardo potrà sfrecciare  a 180 chilometri orari tra dodici mesi, quando verranno completati i lavori di adeguamento della rete ferroviaria

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CAGLIARI. Si dovrà attendere circa un anno perchè i treni veloci acquistati dalla Regione Sardegna per coprire la tratta tra Cagliari e Sassari possano viaggiare al massimo della loro velocità, cioè 180 chilometri orari. L’ha annunciato l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana questa mattina a Cagliari a margine del convegno di chiusura della Settimana europea della mobilità, in corso alla ex Distilleria di Pirri, a proposito delle polemiche per i tempi lunghi del nuovo servizio inizialmente annunciato entro l’estate.

«La rete ferroviaria esistente non consente ai nuovi treni di tenere in curva la velocità massima di 180 chilometri orari per cui sono stati progettati, soprattutto in alcuni tratti da Oristano in su», ha spiegato l’assessore. «Che i treni veloci avessero bisogno di un’infrastruttura diversa lo si sapeva. E mentre si concludevano le procedure di acquisto si sarebbe potuto provvedere ad avviare i lavori sulle reti ferroviarie, ma non è stato fatto».

«Quando un anno e mezzo fa ho preso in mano la questione ho immediatamente avviato le interlocuzioni con Rfi per rimediare», ha sottolineato Deiana. La velocità massima consentita dipende dal via libera dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria che «entro poche settimane dovrà rilasciare le autorizzazioni definitive», ma presumibilmente si attesterà, secondo l’assessore, sui 150 chilometri orari. L’Agenzia deciderà sulla base delle prove tecniche che per tutto l’inverno si sono susseguite sui nuovi otto pendolini acquistati dalla Regione in Spagna.

«Per adeguare la rete abbiamo già messo a disposizione di Rfi venti milioni di euro, ma ne servono altri 59 che dovranno essere investiti dalla stessa società». Alla rete manca il sistema di sicurezza intelligente Scmt che consente un «dialogo» tra i treni e i binari per evitare che i convogli affrontino le curve e le strozzature dei binari a velocità troppo elevate con rischio deragliamento. «Rfi ha già acquistato i materiali necessari e presumibilmente entro un anno e gradualmente la velocità potrà essere aumentata man mano che i lavori verranno eseguiti», ha chiarito Deiana, sottolineando, però, la necessità impellente dell’investimento d parte di Rfi.

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