Incendio nella pineta, il Comune di Alghero chiede 2 milioni: «Disastro ambientale»
Si cercano soluzioni per l’area del camping distrutto, usato anche un drone per monitorare i danni. Incontro del sindaco con i magistrati per valutare gli sviluppi
ALGHERO. La deadline fissata dai meteorologi è per i primi di ottobre, quando è previsto l’inizio delle piogge. Bisogna viaggiare a tavoletta. Il sindaco di Alghero, Mario Bruno, l’ha detto anche all’autista del Comune, che oggi, mercoledì 23, lo deve accompagnare a Cagliari per incontrare l’assessore regionale dell’Ambiente, Donatella Spano, e il direttore generale dell’assessorato, Sandro De Martini. Il sindaco ribadirà la richiesta formulata due giorni fa con la lettera rivolta al governo regionale e sottoscritta col presidente del Parco di Porto Conte, Antonio Farris. Entrambi hanno definito il rogo di Sant’Igori di sabato notte un disastro ambientale.
L’accoglimento della richiesta da parte della Regione è la sola possibilità di vincere la disperata corsa contro il tempo e fare le bonifiche dei due campeggi devastati dalle fiamme prima che la pioggia faccia guai seri: col riconoscimento del disastro ambientale si accede a procedure d’emergenza che consentirebbero di ripulire subito il danno prodotto dal rogo della pineta di Mugoni. Dove sono andati distrutti 10 ettari di alberi e macchia mediterranea, 5 ettari disseminati di roulotte, vecchie imbarcazioni, biciclette, gazebo, rottami di auto, verande a rischio amianto e bombole di gpl.
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Saltare la fila di tutte le cause ambientali in attesa di finanziamento regionale è l’unica possibilità di arrivare puntuali all’appuntamento col maltempo, ma servono tempi diversi da quelli della burocrazia. «I dati oggettivi inducono a dare per scontato che il disastro ambientale sia riconosciuto», dice il direttore del Parco di Porto Conte, Vittorio Gazale. Più di una volta, insieme al presidente Farris e ai suoi predecessori, lo stesso Gazale ha sottolineato la gravità della presenza di quei campeggi sotto sequestro nel bel mezzo di un’area naturalistica.
Ieri Mario Bruno è stato a Sassari, in tribunale. Dai magistrati che seguono la vicenda giudiziaria che ha portato al sequestro dei campeggi di Sant’Igori e Santi’Imbenia, nel 2010 e nel 2011, ha ottenuto la massima disponibilità a rilasciare le autorizzazioni necessarie per procedere alle bonifiche con la dovuta tempestività. Ieri è stato anche il giorno dei sopralluoghi dei tecnici dell’assessorato comunale dell’Ambiente: hanno fatto una prima stima dello stato in cui si trova quell’area che le fiamme hanno trasformato in un cimitero di roulotte e altri detriti di ferro, plastica e materiali vari.
In attesa dei risultati sui prelievi che l’Arpas ha compiuto lunedì – e che potrebbero arrivare già oggi – resta il timore che le vecchie onduline usate per realizzare delle verande “fai da te” contengano amianto. È il timore maggiore della task force impegnata in queste operazioni.
Nel frattempo il vicesindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, che come assessore dell’Ambiente è competente anche in tema di Protezione civile, ieri pomeriggio ha assistito con i suoi uomini al viaggio del drone munito di telecamera che ha sorvolato tutta l’area incendiata.
Tutti gli elementi raccolti serviranno alla società che sarà incaricata dal Comune di Alghero di fare un preventivo dei costi realmente necessari per evitare che il disastro ambientale si concretizzi. Si parte da un’ipotesi di 2 milioni di euro, potrebbero non bastare.
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