La Nuova Sardegna

Il commando del bancomat pensava anche a nuovi colpi

di Nadia Cossu
Il commando del bancomat pensava anche a nuovi colpi

Alcuni degli arrestati ripresi durante diversi sopralluoghi in un centro commerciale di Sassari Scoperto il covo all’Eden Beach di Sorso, fermate anche altre persone si pensa collegate alla banda

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il bancomat dell’aeroporto di Alghero potrebbe esser stato una sorta di “seconda scelta” per la banda di rapinatori arrestata due giorni fa dai carabinieri di Sassari. Probabilmente i loro obiettivi erano altre strutture, di certo meno “sensibili” di uno scalo internazionale. E quindi anche meno rischiose da “violare”. Ma qualcosa all’ultimo momento deve averli convinti a cambiare strategia. Forse si sentivano braccati. Il comandante provinciale dei carabinieri ha parlato di banda modulare ma il cerchio potrebbe non essere ancora chiuso. Altre due persone, sempre straniere, sarebbero da ieri in stato di fermo e potrebbero in qualche modo essere collegate al gruppo di rapinatori del bancomat. L’inchiesta, quindi, è tutt’altro che chiusa.

I banditi erano sorvegliati. Il personale di vigilanza del centro commerciale La Piazzetta, intorno alla prima settimana di settembre, si era rivolto ai carabinieri della compagnia di Sassari perché, da circa quattro giorni, tre stranieri sospetti giravano lì intorno a bordo di un’Audi. Il giorno successivo, i militari avevano fatto un sopralluogo e avevano notato due persone che corrispondevano alla descrizione fatta dalla guardia giurata. Li avevano seguiti e li avevano visti avvicinarsi al bancomat del centro commerciale e colpire la parte del muro con un calcio quasi a testarne la consistenza. Subito dopo si erano allontanati verso l’altro centro commerciale Galleria Tanit, stavolta a bordo di un’Alfa, e avevano guardato con attenzione le vie di fronte al parcheggio.

I sopralluoghi del commando. Quattro giorni dopo l’assalto al bancomat dell’aeroporto di Fertilia che ha portato al fermo di sei persone – 4 romeni, un albanese e un sorsese (tutti resteranno in carcere come deciso ieri dal gip) – emergono dettagli investigativi molto interessanti. Alcuni componenti della banda del Riviera del corallo sono gli stessi che all’inizio del mese avrebbero fatto una serie di sopralluoghi in particolare in un centro commerciale cittadino e secondo gli inquirenti, anche in quel caso l’obiettivo era un assalto al bancomat. E proprio grazie a questi precedenti servizi di osservazione dei carabinieri è stato possibile organizzare, subito dopo il colpo a Fertilia, una serie di controlli e posti di blocco nelle vie di fuga tra Alghero e Sorso.

Il covo della banda. Per realizzare questi “colpi” il commando aveva un punto di ritrovo nel villaggio Eden Beach di Sorso. Una villetta molto bella, con intorno un ampio giardino, presa in locazione per uno scopo preciso: la base logistica per le fasi preparatorie della rapina e per quelle successive, un luogo di incontro e di custodia del bottino (oltre 62mila euro i contanti recuperati in una delle auto usate per la fuga).

Le minacce a un passeggero. La contestazione di rapina aggravata a carico degli indagati nasce da un fatto abbastanza curioso. Un passeggero bivaccava nell’aeroporto la notte tra venerdì e sabato. Se ne stava tranquillo ad aspettare il primo volo del sabato mattina quando all’improvviso si è ritrovato nel bel mezzo dell’assalto. I banditi lo hanno minacciato e inseguito con le asce, prima lui e poi la guardia giurata: entrambi sono riusciti a fuggire verso il posto fisso di polizia e nessuno fortunatamente si è fatto male.

Mancano all’appello più di 50mila euro. All’appello mancherebbero ancora diverse decine di migliaia di euro, oltre cinquantamila. Il bottino recuperato dai militari in una delle auto dei banditi è di circa 62mila euro ma sembrerebbe che il bancomat dello scalo algherese ne contenesse di più. E allora che fine hanno fatto gli altri contanti? Una domanda al momento senza risposta che lascia però intuire il sospetto già manifestato dagli inquirenti: il cerchio non è chiuso. Il bottino mancante potrebbe essere nelle mani di qualcun altro riuscito a farla franca? Uno, due, tre complici che potrebbero aver avuto un ruolo nella rapina pur non avendoci direttamente partecipato. D’altronde, come i carabinieri hanno spiegato durante la conferenza stampa, le modalità di esecuzione di questo genere di assalti presuppone un’organizzazione scrupolosa. Ogni componente ha un proprio compito, un ruolo preciso che non per forza richiede la presenza fisica nel momento in cui si entra in azione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative