La Nuova Sardegna

In Consiglio scontro sulla “Buona scuola”

di Stefano Ambu

Il governatore: lavoriamo per migliorare la legge. Pittalis: la Firino ha fallito, si deve dimettere

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CAGLIARI. La matematica non è un’opinione. Ma a seconda dei numeri che si citano può cambiare tutto. Le prime cifre, nel dibattito in Consiglio regionale sulla riforma e le assunzioni del Governo le ha tirate fuori l'assessore alla Cultura Claudia Firino. «Dei 1.741 professori – dice – 285 hanno ricevuto una proposta di nomina. Tra i 285, 72 appartengono al concorso del 2012. I 72 docenti hanno avuto tutti una chiamata fuori regione, ma 15 rimangono in Sardegna per il 2015 con supplenza annuale. I restanti 213 precari storici sono invece così ripartiti: circa 89 hanno avuto un posto fuori provincia ma non fuori regione, 10 prendono servizio nella penisola, mentre gli altri resteranno per l’anno 2015/2016 in Sardegna con supplenza annuale. I 1.456 che hanno presentato domanda di partecipazione al piano straordinario di assunzioni e non hanno avuto una proposta di nomina in fase B, accederanno alla fase C». Conti che però dovrebbero essere reimpostati secondo gli insegnanti con le valigie che hanno ricevuto la chiamata a Verona, Torino, Bergamo e Como o temono per la fase C. «Dopo il 30 giugno – hanno ribattuto Bianca Locci e Marcello Palimodde, comitato delle valige – partiranno subito altri 126 insegnanti». Come dire: le supplenze sono solo una tregua. E chi non parte oggi, partirà tra qualche mese: questa è la preoccupazione. Ora c'è la carica dei 1500 docenti sardi della fase C: «Rischiano di partire anche loro- spiega Locci- se non saranno difese le esigenze della scuola sarda. Siamo pronti a raccogliere curriculum e competenze per mostrare alle istituzioni quello che sanno fare i docenti sardi». Una sfida con la calcolatrice. «Dal prossimo anno scolastico la mobilità straordinaria potrebbe essere ancora più importante – annuncia Firino –. Abbiamo aperto un confronto con il ministro sull'organico degli insegnanti presente in Sardegna. Il numero dei docenti è deciso in base al numero degli studenti di ciascuna regione, ma questo criterio non risponde alle esigenze della Sardegna dove il livello di dispersione scolastica è passato dal 23% del 2008 al 28% nel 2015, quello legato alla difficoltà di apprendimento dal 24% al 27% per quanto riguarda l'italiano e dal 32 al 33% per la matematica». Per il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis non c'è scampo. E il verdetto è uno solo: bocciatura. «L'assessore Firino – dice– non ha fatto altro che ripresentare lo stesso elenco di annunci che, a un anno e mezzo dall'entrata in carica della Giunta sono solo inadempienze. Se fosse coerente, dovrebbe rassegnare le dimissioni. A differenza di altre Regioni non hanno proposto ricorso contro una legge che costringe i precari sardi a migrare. Interviene Pigliaru. «Il nostro dovere è cambiare la scuola riducendo la dispersione e migliorando gli apprendimenti – dice Pigliaru –. Il centrodestra discute di qualche settimana di ritardo per nascondere il fallimento del loro governo. Ci accusano di aver chiuso scuole, ma dimenticano di precisare che si parla di pluriclassi. Bisogna avere il coraggio di dire che le pluriclassi sono fonti di cattivo apprendimento e rischio di dispersione, e nei loro 5 anni di nulla la dispersione è aumentata pesantemente. Siamo andati in giro per tutte le scuole, registrando entusiasmo per il progetto Iscol@. Abbiamo incontrato centinaia di docenti». Pigliaru ha sottolineato la richiesta che la Regione sta portando avanti nei confronti del Governo perché venga modificato il sistema di calcolo degli organici, che deve tenere conto dei problemi territoriali. «Più docenti dove ci sono più problemi».

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