La protesta dei docenti: ora a rischio sono in 1600
CAGLIARI. Di nuovo in piazza per non partire. Perché con le valigie in mano non ci sono solo i 136 docenti che hanno già ricevuto la chiamata per il nord, ma sono potenzialmente a rischio emigrazione...
CAGLIARI. Di nuovo in piazza per non partire. Perché con le valigie in mano non ci sono solo i 136 docenti che hanno già ricevuto la chiamata per il nord, ma sono potenzialmente a rischio emigrazione pure i 1500 insegnanti della fase C che saranno "nominati" (in Sardegna o fuori?) entro Natale. Presenti sotto il palazzo del consiglio regionale in concomitanza con la discussione in aula non soltanto prof e maestri del Comitato valigie del 10 agosto, ma anche i sindacati. Cgil, Cisl e Uil incontreranno oggi l'assessore della cultura Claudia Firino. Giovedì il bis con le altre sigle. Le "valigie" hanno presentato immediatamente una proposta: «Trasformiamo- spiegano Bianca Locci e Marcello Palimodde, due rappresentanti del movimento – gli organici di fatto in organici di diritto. I posti nell'isola ci sono: che necessita c'è di far partire gli insegnanti?». Una delegazione del comitato è stata invitata in aula per assistere al dibattito del Consiglio. All'attacco anche la Cgil: «Chiediamo una forte sinergia tra Regione e governo – dice Caterina Cocco, segreteria regionale – per il riconoscimento della specificità della nostra isola. Chiediamo che i docenti sardi possano lavorare in Sardegna». In campo anche i filosofi della fase C: chiedono alle scuole e ai colleghi di non dimenticare, quando si potenzieranno gli organici, il pensiero di Hegel e di Kant. Sotto i portici del Consiglio anche la protesta delle scuole paritarie che chiedono certezze su vecchi e nuovi contributi regionali. Un mondo che coinvolge 13mila bambini e duemila dipendenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google