Casa Gramsci, a ottobre 50mila euro
L’assessore Firino: «La Regione non ha mai fatto mancare il suo contributo»
CAGLIARI. Casa Gramsci, prima schiarita e importante boccata d’ossigeno per fronteggiare la crisi incombente sul centro studi museale situato nella casa natale del pensatore e rivoluzionario sardo Antonio Gramsci. In tempi celeri gli uffici dell’assessorato alla cultura e alla pubblica istruzione regionale hanno velocizzato le pratiche per la liquidazione dei contributi destinati all’associazione Casa Gramsci, riferiti allo scorso anno dando il via anche a una congrua anticipazione dei finanziamenti per l’anno in corso, con un ncremento della quota.
«La Regione non ha mai dimenticato, né fatto mancare il suo sostegno economico agli Istituti gramsciani, tra i quali Casa Gramsci di Ghilarza». Così ha affermato ieri sera in una nota l’assessore regionale della Cultura Claudia Firino. «Proprio oggi (ieri per chi legge ndr.) sono stati liquidati cinquanta mila euro di contributo all’Associazione per l’anno 2015, che arriveranno dunque nei primi giorni di ottobre».
Per quanto riguarda invece il contributo per l’anno passato 2014, la titolare della Cultura ha sottolineato che «i 36.670 mila euro sono stati concessi con una determinazione del 2 dicembre (la n.1658)».
E’ insomma un importante e utile riconoscimento del valore dell’attività dell’associazione culturale ghilarzese costituita da volontari che prestano il loro lavoro gratuitamente per tenere aperto questo bene fortemente identitario.
Dalla Casa Gramsci soddisfazione per questo primo importante risultato. «Estremamente positivo – sottolineano dal direttivo dell’associazione – Ringraziamo la Regione per la sua riconfermata sensibilità».
Resta naturalmente aperta la necessità di aprire un confronto a tutto campo sulla questione della Summer School (che ha goduto di un finanziamento della Fondazione Banco di Sardegna) avviata due anni fa con successoraccogliendo l’adesione entusiasta di studiosi da tutto il mondo.
«Sulla Summer School è opportuno aprire una discussione franca – dicono a Casa Gramsci – con una valutazione precisa degli impegni da prendere» (w.p.)
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