La Nuova Sardegna

I piani: una struttura fissa d’accoglienza

di Luca Fiori

L’isola è pronta a ricevere altri migranti. Il primo ottobre la conferenza di pubblica sicurezza discuterà dell’hub regionale

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CAGLIARI. L’Isola è pronta per un nuovo sbarco. La prefettura di Cagliari non conferma l’indiscrezione che vuole altri 900 profughi diretti in Sardegna (parte dei migliaia salvati di recente al largo delle coste libiche) ma la sensazione è che la macchina della protezione civile regionale dovrà mettersi in moto molto presto.

La procedura sarà ancora quella di emergenza, così come è avvenuto per gli ultimi sbarchi, ma la Sardegna si sta preparando a fare un passo avanti, per fare in modo che identificazione e smistamento nelle varie strutture ricettive dell’isola avvengano attraverso una struttura fissa.

La costruzione di un hub regionale, per cui è già previsto un finanziamento del Governo, sarà il primo punto all’ordine del giorno della Conferenza regionale della autorità di pubblica sicurezza in programma il primo ottobre a Cagliari. La costruzione dell’hub servirà anche a risparmiare fondi, perchè non sarà più necessario allestire le strutture di assistenza sul posto ad ogni sbarco. «Parleremo certamente di quello - spiega il prefetto di Cagliari Giuliana Perrotta - e della ricerca di nuove strutture dell’isola per ospitare i migranti». Ma sul tavolo ci sarà anche la discussione sulla nascita dei centri Sprar comunali: Sistemi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. I centri saranno realizzati con progetti comunali finanziati dal Governo. Su 8000 comuni italiani, gli Sprar sono al momento solo 376. Troppo pochi, secondo chi gestisce i flussi di migranti in arrivo in Italia, dove sono stati 170mila i profughi sbarcati l'anno scorso e 122.500 quelli registrati nel 2015. L’obiettivo è creare un'accoglienza diffusa per i migranti, tra associazioni e comuni, e potenziare il sistema degli Sprar anche per tutelare al meglio i minori. L'anno scorso in Italia ne sono arrivati 14mila, nel 2015 sono già 8.500. Di questi, 1000 sono negli Sprar già presenti nel territorio italiano. La Sardegna è pronta dunque a nuovi arrivi. La quota inizialmente prevista del 3% è stata raggiunta e superata con lo sbarco dell’8 settembre. Ora, con la nuova ripartizione annunciata dal Viminale, i numeri lieviteranno. E forse entro la fine dell’anno si arriverà a quel numero di migranti, 6mila, che era stato ipotizzato all’inizio dell’emergenza. Per questo motivo la realizzazione dell’hub regionale diventa una priorità. La struttura dovrà sorgere per forza di cose a pochi chilometri dal molo Rinascita, in modo da gestire in modo agevole e veloce i trasporti dei migranti. L’area o l’edificio da convertire a struttura fissa per l’accoglienza sarebbero già state individuate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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