Lai: «Subito la nomina dei presidenti»
Da oltre due anni le due port authority sono commissariate, mentre a Roma si discute di un taglio delle poltrone
SASSARI. Stanco di vedere i porti dell’isola galleggiare in uno stato perenne di commissariamento. Il senatore Pd Silvio Lai scrive al sottosegretario Graziano Delrio. «Chiedo una soluzione del caso Sardegna –dice Lai –. Da due anni le port authority sono commissariate. Serve una soluzione. O si porta avanti la riforma o si nominano i presidenti». Lai mette in evidenza anche che mentre a Cagliari le terne tra cui scegliere il presidente sono già state date, nel Nord nulla è accaduto. E forse teme che questa differenza sia già un primo passo verso la Autorità unica con sede a Cagliari. Lai ha scritto la lettera con altri parlamentari sardi, tra questi anche il Riformatore Pierpaolo Vargiu. «Si condannano le Autorità portuali alla ordinaria amministrazione – continua –. Vogliamo capire come il governo intenda procedere nell’isola».
Lai non nasconde la sua preoccupazione. «In questi anni chi ha avuto un presidente in carica ha potuto programmare a lungo termine, al contrario di chi ha dovuto svolgere un ruolo commissariale con mandati di tre mesi. La riforma doveva porre fine a questa situazione». Ma in caso di ritardi nella varo della rivoluzione delle autorità portuali, che dovrebbero diventare al massimo 12, si chiede la nomina immediata dei presidenti. «La nostra richiesta – prosegue Lai – non è una bocciatura nei confronti di chi si è succeduto in questi due anni nel ruolo di commissario. Ma è un appello perché si ponga fine alla precarietà. Si parla da mesi di riforma che porterebbe in Sardegna all’accorpamento in un’unica Autorità portuale. Noi siamo convinti che una scelta di questo genere debba essere discussa con il territorio e non calata dall’alto, ma il momento delle scelte non può più essere rinviato. Meglio una riforma rapida piuttosto che un’incertezza che assomiglia ad un’agonia che colpisce i più deboli e rafforza i più forti. Servono certezze sul futuro dei nostri scali marittimi, vogliamo che questi possano finalmente essere in grado di ospitare servizi adeguati e che possano essere competitivi con gli altri porti italiani ed europei. In caso contrario si rischierebbe di perdere ulteriori opportunità di sviluppo economico per la nostra isola. Per questo confidiamo che la riforma vada in porto subito. Vogliamo che si ponga la parola fine alla parentesi, anche troppo lunga, dei commissari. O si arrivi alla nomina dei vertici delle attuali autorità portuali in Sardegna, secondo le procedure previste e sospese ormai da oltre un anno».
La fretta dei parlamentari sardi, e di Lai in particolare, è legata alla necessità che la riforma venga discussa anche con la Regione. «È chiaro che la scelta della sede dovrà tenere conto anche degli equilibri dei territori. È indispensabile – aggiunge Lai – che non si creino lotte fratricide. Ecco perché è indispensabile anche il dialogo del governo con la Regione e i parlamentari sardi».
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