Caso Saremar, si apre uno spiraglio
Massimo Deiana alla Maddalena incontrerà i lavoratori. Occupato il Comune dalle mogli dei dipendenti. Oggi consiglio
LA MADDALENA. La protesta dei lavoratori della Saremar sale di livello e diventa la ribellione di un’intera comunità alle lettere di licenziamento consegnate ai dipendenti della compagnia. Dalla mattina le mogli dei marittimi hanno occupato l’aula consiliare del Comune. Una scelta condivisa anche dall’amministrazione. Oggi ci sarà il faccia a faccia con l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana che sarà alla Maddalena alle 12.30. In quel momento inizierà anche un consiglio comunale aperto e dedicato all’emergenza Saremar. Deiana con molta probabilità oggi spiegherà la soluzione che la Regione elabora per salvare i marittimi.
La giornata. Ma per tutta la giornata la tensione ha continuato a salire. I marittimi imbarcati sui traghetti Isola di Santo Stefano e Ichnusa, impegnata nella tratta Santa Teresa-Bonifacio, hanno iniziato a fare lo sciopero della fame. Le due navi sono state occupate e i lavoratori hanno passato la notte a bordo.
Donne coraggio. I familiari dei marittimi, in particolare le mogli, hanno occupato l’aula consiliare. In 30 hanno tappezzato l'atrio municipio con striscioni. Slogan contro la Regione e la richiesta di una soluzione per l’emergenza Saremar. Le donne resteranno nel salone comunale a tempo indeterminato «fino a che non arriveranno risposte sicure», dicono. Lo ha confermato la moglie di un dipendente della Saremar Tiziana Chiscuzzu. «Sono arrivate le lettere di licenziamento – dice la Chiscuzzu –. Pensavamo che una società che fa servizio pubblico venisse salvata. Perché non si pensa a una ricapitorizzazione, o attraverso investimenti. La politica ha fatto una scelta diversa . Noi come movimento delle mogli non riusciamo a capire perché la Regione non abbia avuto attenzione per i 167 dipendenti della Saremar. Dal 31 dicembre i nostri mariti non avranno più un lavoro. Abbiamo figli da crescere, mutui da pagare. Molti dipendenti hanno 35 anni di servizio».
L’attesa. Le mogli dei marittimi continueranno la loro occupazione del comune fino a quando non avranno risposte dalla Regione. Al loro fianco l’amministrazione, con il sindaco Luca Montella che ieri ha scritto una lettera aperta alla Regione e in queste ore non ha mai fermato la sua attività diplomatica per convincere l’assessore a trovare una via di uscita alternativa alla liquidazione della società e al licenziamento in massa di tutti i 167 dipendenti. In questi mesi anche i sindacati hanno tentato di bloccare la liquidazione della Saremar. Un processo quasi inevitabile dopo che un tribunale ha messo in liquidazione della società. Tutta colpa del buco da 10 milioni di euro che si era aperto dopo l’avventura della Flotta Sarda. Una scelta della giunta, allora guidata da Ugo Cappellacci, che aveva devastato i bilanci, fino a quel momento sani, della Saremar.
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