La Nuova Sardegna

LE FORZE IN CAMPO»LA PROTEZIONE CIVILE

di Umberto Aime

CAGLIARI. Se nella notte il ciclone Mediterraneo avrà avuto pietà della Sardegna, oggi al risveglio da una notte che potrebbe essere stata da incubo, è sicuro che giovedì primo ottobre sarà un altro...

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CAGLIARI. Se nella notte il ciclone Mediterraneo avrà avuto pietà della Sardegna, oggi al risveglio da una notte che potrebbe essere stata da incubo, è sicuro che giovedì primo ottobre sarà un altro giorno da festeggiare. Sì, come quelli in cui si ingrazia il Santo per aver debellato la peste. Se invece la tempesta d’acqua sarà stata crudele e feroce nel suo passaggio a cavallo fra ieri e oggi, la Sardegna questa volta dovrebbe essere al sicuro. Da ventiquattr’ore la Regione ha messo a punto il piano anti-ciclone, per far fronte a un evento che – secondo il dipartimento meteo dell’Agenzia Arpas – «scaricherà in un giorno sull’isola oltre 100 millimetri di pioggia, l’equivalente di quanto vien giù in due mesi». Da quando è scattato l’allarme rosso, la macchina della protezione civile è sotto pressione e lavorerà ininterrottamente fino ala mezzanotte di oggi e anche domani.

Siamo pronti. È stato l’assessore l’assessore all’ambiente Donatella Spano, insieme al capo di gabinetto della Regione Filippo Spanu, a confermare che i «sistemi di difesa sono stati attivati con il massimo della tempestività». La catena di comando è pronta per far fronte a qualsiasi emergenza. «Dal personale dell’Ente foresta alla nostra Protezione civile, dai vigili del fuoco ai volontari: ognuno sa quello che dovrà fare sempre e comunque in caso di pericolo». In queste ore l’unità di crisi sarà sempre operativa e «appena arriverà la segnalazione, speriamo mai, di un territorio devastato dalle annunciate bombe d’acqua, i soccorsi saranno immediati». È come se la Regione avesse schierato diecimila e più soldati in allerta. Nessuno sa se quell’esercito andrà in battaglia, potrebbe essere anche il secondo allarme a vuoto in tre giorni, ma «non potevamo farci trovare impreparati – ha detto l’assessore – com’è accaduto nel 2013 quando siamo stati travolti dal ciclone Cleopatra, o nel 2008 a Capoterra». Mai: «Quelle tragedie sono state una dura lezione».

Il piano è scattato. Ogni collegamento fra i vari anelli della catena di comando – ha detto Graziano Nudda al comando della Protezione civile – «è stato verificato con assoluta precisione». I test sono stati superati, compreso il collegamento con la centrale del Centro funzionale di monitoraggio, non c’era nel 2013 e tanto meno sette anni prima. Da quella sala, al telefono. Il coordinatore Paolo Botti è rassicurante nel dire: «Fra i piani di emergenza dei Comuni e il manuale regionale su come dobbiamo comportarci in caso di alluvione, il sistema è sincronizzato». Giuseppe Bianco, direttore del dipartimento climatico dell’Arpa, ha voluto essere ancora più rassicurante: «Il servizio meteo terrà sotto controllo la tempesta ogni secondo, non potrà sorprenderci. Speriamo che il codice rosso scenda al più presto a quello più basso, arancione». Vorrebbe dire: Mediterraneo ha puntato altrove.

Piena collaborazione. È quella chiesta ai cittadini. «Senza allarmismi – ha detto l’assessore alla Salute Luigi Arru – sollecitiamo tutti ad attenersi a delle semplici prescrizioni: non uscire da casa se non necessario, oggi saranno chiuse le scuole e anche gli sportelli degli uffici pubblici, compresi quelli della Regione. Oppure trasferirsi nei piani alti dei palazzi, o evitare, salvo le urgenze, d’intasare i pronto soccorso, tra l’altro nei reparti le visite di routine sono state rinviate per evitare pressioni sulla rete allertata delle emergenze». Solo se oggi il risveglio sarà «normale dovunque», allora tutti in strada, per festeggiare.

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