La Nuova Sardegna

Abbanoa, in Procura la relazione Antitrust

di Mauro Lissia
Abbanoa, in Procura la relazione Antitrust

Il provvedimento con la sanzione milionaria sarà acquisito dal pm per valutare eventuali profili penali

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CAGLIARI. Il provvedimento con cui l’Antitrust ha imposto ad Abbanoa una sanzione di un milione e ottantamila euro legata a tre pratiche commerciali scorrette, tra slacci selvaggi e pagamenti non dovuti, sarà acquisito formalmente dalla Procura della Repubblica. Nelle 47 pagine della decisione, fondata su due relazioni ispettive e sulle indagini della Guardia di Finanza, sarebbero emersi elementi d’interesse penale legati soprattutto ai casi segnalati dall’Adiconsum in cui numerosi utenti sarebbero stati costretti a saldare consumi “ereditati” e consumi inesistenti pur di evitare lo slaccio del contatore, che a leggere le conclusioni dell’Antitrust viene continuamente minacciato dagli uffici del gestore regionale dei servizi idrici. L’Antitrust ha lavorato all’analisi di centinaia di casi denunciati dalle associazioni dei consumatori e da utenti privati, mettendo in luce una situazione di caos amministrativo che abbraccia il periodo 2011-2015. Uno stato di caos le cui conseguenze, a giudizio dell’Authority, sono ricadute per intero sugli utenti, vittime di pratiche commerciali ad alto rischio. L’Antitrust ha elencato una lunga serie di irregolarità: bollette che non corrispondono ai consumi reali, reclami ignorati e persino sentenze del giudice di pace disattese, con richiami a morosità inesistenti e intimazioni a saldare fatture prescritte da anni. Scrive l’Antitrust: «La condotta descritta nel suo complesso e alla luce di tutti i peculiari aspetti di cui si compone risulta scorretta ai sensi degli articoli 20, 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto idonea a indurre il consumatore ad un comportamento commerciale che altrimenti non avrebbe adottato e soprattutto a limitare l’esercizio dei suoi diritti contrattuali. In ragione della rigidità e afflittività del sistema adottato, tale condotta assume specifici connotati di aggressività ed è idonea a limitare considerevolmente la libertà di comportamento dei consumatori, condizionandoli all’immediato pagamento delle bollette e impedendo loro la concreta possibilità di contestazione delle stesse. In particolare - continua la relazione - in pendenza di reclami, la minaccia del distacco della fornitura col sollecito di pagamento, sono comportamenti che configurano un’ipotesi di coercizione e indebito condizionamento». Insiste l’Antitrust su stime disinvolte dei consumi all’addebito del servizio di depurazione anche quando non viene reso. Si denuncia poi l’uso improprio del termine “morosità” per intimorire l’utente chiamato a saldare bollette non ancora scadute, così come compare il problema delle perdite occulte - seimila reclami tra il 2008 e il 2014 - addebitate all’utente privato senza che ne abbia alcuna colpa. Fino all’obbligo di saldare consumi arretrati altrui pur di ottenere il subentro nell’utenza idrica. E’ un elenco sterminato di disservizi e di inefficienze - così li definisce l’Antitrust - che le associazioni come l’Adiconsum hanno denunciato formalmente seicento volte. Su questi aspetti, che riguardano i rapporti con gli utenti, la Procura disporrà approfondimenti per capire se siano stati commessi reati.

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