«Case nelle zone a rischio premi per chi le demolisce»
CAGLIARI. Senza polemiche, non è questo il momento di scoperchiare la pentola, c’è un’emergenza in corso, ma con la voglia di dire ancora una volta: «Le speculazioni e gli speculatori vanno fermati»,...
CAGLIARI. Senza polemiche, non è questo il momento di scoperchiare la pentola, c’è un’emergenza in corso, ma con la voglia di dire ancora una volta: «Le speculazioni e gli speculatori vanno fermati», Il presidente Francesco Pigliaru è sicuro e lo è da sempre che «non c’è più spazio per nuove aggressioni del territorio» e «mai ci saranno altri condoni». È un discorso chiaro, forte e politico quello del governatore, che sa bene come la natura non faccia sconti quando è aggredita e offesa. «La speculazione non è solo un problema della Sardegna – dice – ma mondiale. Per fronteggiarla servono regole certe, credibili e coerenti su dove e su come si può costruire. All’inizio alcune di questi divieti potranno apparire impopolari, ma alla fine sono proprio le regole a metterci al sicuro dalle calamità naturali». Con il piano paesaggistico regionale dell’era Soru – sostiene il presidente – molto è stato fatto e «con il nuovo aumenteranno i paletti per evitare nuove speculazioni». C’è subito un caso Olbia da trattare: «Sappiamo che in quel Comune sono state censite ben 14 zone abusive. Nessuno pensi a una sanatoria, la soluzione è quella che abbiamo scritto nell’ultima legge sull’edilizia approvata dal Consiglio. Premi in cubatura per chi demolisce la casa costruita in un’area a rischio e la ricostruisce altrove». L’obiettivo era chiaro allora ed è ancora più evidente in questi giorni: azzerare i pericoli. Perché è impensabile che «la sicurezza delle persone sia sempre in pericolo se le case sono state costruite su un terreno franoso o a ridosso di un canale tombato». Di recente è stato l’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda a finanziare il censimento dei budelli tappati col cemento e l’asfalto. Sono trappole pronte a scattare ogni volta che c’è un nubifragio: disegnata la mappa, ora vanno disinnescate. «Col comune di Olbia – dice ancora Pigliaru – abbiamo messo a punto il Piano per l’assetto idrogeologico che prima non c’era e dal Governo, con 80 milioni, sono stati finanziati i progetti per ridurre al minimo i rischi». Sono due importanti passi avanti per riportare in sicurezza un territorio troppo spesso azzannato dai pirati del cemento e anche da qualche amministratore pubblico davvero poco lungimirante. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google