Eleonora: un disastro ho perso di nuovo tutto quello che ho
Il ciclone ha spazzato via la sua casa per la seconda volta «Non posso vivere col terrore ogni volta che c’è la pioggia»
OLBIA. La sua casa di via Marconi fa angolo con la strada del ponte maledetto. È stata la prima, ieri mattina, a essere invasa dal rio Siligheddu. Lo stesso film di due anni fa. Lo stesso terribile film che aveva sconvolto la sua famiglia. «Io da qui me ne voglio andare, non è più possibile vivere in queste condizioni – grida il suo dolore Eleonora Columbano –. Vivo con mio marito e mio suocero di 91 anni. Abbiamo paura, non c’è sicurezza. La nostra casa è al livello della strada, non è abusiva e noi paghiamo tutte le tasse: Imu, Tari, Tarsu. Perché dobbiamo vivere così? Io non ce la faccio più, ora voglio cambiare casa».
La donna è disperata. Il 18 novembre 2013 la furia del fango travolse la sua casa e si portò via tutto. Lei e il marito erano fuori, bloccati perché la strada di collegamento non esisteva più. Nella casa di via Marconi, nel quartiere di Isticcadeddu, uno dei più colpiti dal ciclone Cleopatra, c’era solo il suocero novantenne, che, fortunatamente, si trovava al piano superiore. In questi due anni la famiglia Columbano, come tantissime altre colpite dalla alluvione, si era rimboccata le maniche e aveva rimesso a nuovo la casa. Ora, a neanche due anni di distanza, sono punto e capo. Il fiume è esondato e si è portato via tutto. «Quel ponte non andava ricostruito – dice la donna, scopa e stracci in mano –. Noi lo dicevamo e i fatti purtroppo ci hanno dato ragione. Nel 2013 l'acqua toccò i 2 metri e 10, stavolta 1 metro e 50. Ma non cambia. Si è allagato tutto il piano terra, dove tenevamo diverse cose. Come questa lavatrice: nuova nuova. Siamo stanchi, così non possiamo andare avanti. Io voglio vivere in sicurezza e tranquillità. Ma ormai non sembra più possibile».
A pochi metri da casa Columbano abita la famiglia Ruiu Pattitoni. Anche per loro è stato un bis del ciclone Cleopatra. Due anni fa la furia del fango e dell’acqua aveva travolto la loro abitazione vicina al ponte sul rio Siligheddu. Danni per migliaia di euro: arredi devastati, elettrodomestici da buttare, ricordi di una vita spazzati via. Con tanta fatica la famiglia era riuscita a rimettere a posto l’immobile, ma ieri la piena del fiume ha cancellato di nuovo tutto. Sacrifici compresi. «Avevamo appena finito di aggiustarci la casa – dice la signora Ruiu Pattitoni con le lacrime agli occhi –. Per farlo avevamo investito tutti i nostri risparmi. Ora, neanche due anni dopo, non abbiamo più né casa né risparmi». (d.b.)
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