Letti e pasti caldi: partita la solidarietà
Oltre ai 7 sfollati accolti nel centro del Comune, si moltiplicano le iniziative dei privati per dare aiuto
OLBIA. Cuori generosi. Ancora una volta, come due anni fa. Gli olbiesi aprono case e locali alle persone colpite dal ciclone e ai tanti volontari a mollo da ore. La nuova spaghetteria “180 grammi”, in via Roma, avrebbe dovuto inaugurare l'attività domani sera. Ha invece deciso di aprire il locale in anticipo per offrire un pasto caldo agli operatori del soccorso e alle famiglie. Anche l'Hotel Royal tende la mano alla Olbia ferita e offre dei posti letto a chi non può rientrare nella propria casa. Stessa generosità da parte dell'associazione sportiva “RockMadness”, che mette a disposizione della città la sua palestra, un posto caldo e sicuro in cui passare la notte.
Già dalla mattina era stato aperto il Centro di accoglienza comunale allestito nella palestra della scuola di Isticcadeddu. Sette le persone assistite dai volontari. Zia Maddalena ha 81 anni, è disabile, vive in via Belluno, in zona Bandinu. È stata lei, con le sorelle più giovani di 69 e 72 anni, tra le prime persone soccorse dalla Protezione civile e portate nel centro. «Avevamo paura – racconta Maddalena –. Noi abitiamo al piano terra, era impossibile salire ai piani superiori, quindi abbiamo chiesto aiuto». La stessa paura che ha spinto due anziani, in via Lazio, a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco. Loro vivono al primo piano, ma vedendo il livello dell’acqua che saliva, hanno avuto paura e hanno dato l’allarme. I vigili del fuoco sono intervenuti con il mezzo anfibio, hanno tranquillizzato i due nonnini e li hanno messi in salvo. Alla fine della giornata ci saranno 25 le persone sistemate in hotel dal Comune.
Ma non sempre le operazioni di soccorso sono state facili. I soccorritori hanno dovuto gestire anche situazioni critiche. Alcune persone, nonostante l’evidente pericolo in cui si trovavano, si sono rifiutate di lasciare le loro case. Il primo episodio nel quartiere San Giovanni, al confine tra Arzachena e Olbia. Un anziano non voleva lasciare la casa al piano terra che da lì a pochi minuti sarebbe stata invasa dall’acqua. Per convincerlo sono dovute intervenire le forze di polizia, che hanno dovuto utilizzare toni molto decisi. A San Pantaleo un uomo di 70 anni era stato invitato ad abbandonare la sua abitazione perché molto vicina a un canale, che con il passare del tempo si faceva minaccioso. Anche in questo caso l’evacuazione è stata possibile solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine. (se.lu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google