I soldati tra le abitazioni devastate
Uomini e donne della Brigata Sassari si sono messi a disposizione della gente
OLBIA. Sono arrivati col buio. Hanno parcheggiato i mezzi e si sono buttati in mezzo al fango. I militari sono tornati a Olbia giovedì sera. Sono quelli del Quinto reggimento genio guastatori e del 152° reggimento fanteria della Brigata Sassari. Come in occasione dell’alluvione del novembre 2013, i soldati sono immediatamente corsi in aiuto della popolazione colpita dalle ondate di piena, in collaborazione con le altre forze in campo. Ad annunciare l’arrivo di uomini, materiali e mezzi speciali era stato il ministro della Difesa Roberta Pinotti direttamente su Twitter. Ieri poi la Pinotti ha ringraziato tutti con un nuovo cinguettio: «Il mio grazie agli uomini e alle donne dell’esercito per il loro aiuto alle famiglie di Olbia colpite dal maltempo». I soldati sono entrati in azione fin da subito. Nella notte tra giovedì e venerdì hanno condotto numerose ricognizioni nelle aree più critiche della città, per effettuare un attento monitoraggio dei livelli dell’acqua in prossimità dei canali a ridosso delle abitazioni. Alle 2 del mattino sono poi intervenuti in via Ogliastra per trarre in salvo una famiglia composta da otto persone. La famiglia, che aveva chiesto soccorso visto il preoccupante innalzarsi del livello del rio Siligheddu, è stata evacuata e accompagnata in albergo. Il lavoro è poi proseguito per tutta la giornata di ieri. I militari della Brigata Sassari, che come base hanno la palestra della scuola elementare di Isticcadeddu, hanno invaso le strade inondate dalla piena. Gli uomini in mimetica hanno aiutato a liberare case e cantine, hanno spalato il fango dalle abitazioni, hanno messo a disposizione braccia e mezzi speciali per spostare mobili e grossi oggetti.
Insomma, a neanche due anni dal passaggio del ciclone Cleopatra Olbia ha nuovamente avuto bisogno dell’esercito. Nel 2013 tutti salutarono con soddisfazione il lavoro della Brigata Sassari. Qualcuno aveva però storto un po’ il naso quando, per pagare l’operato dei militari, furono sottratti 650mila euro dai 32 milioni destinati alla Protezione civile per la ricostruzione post alluvione. (d.b.)
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