La Nuova Sardegna

Il sindaco: «Giù il ponte, giusto così. E non è finita»

di Enrico Gaviano
Il sindaco: «Giù il ponte, giusto così. E non è finita»

Giovannelli: nel 2013 volevamo ricostruirlo, ma la Protezione civile ci disse no Ci fu imposto di risistemare quello vecchio spendendo inutilmente 80mila euro

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OLBIA. Per un attimo sembra che il tempo si sia cristallizzato al giorno dopo quel maledetto 18 novembre 2013: la sala di Poltu Cuadu attivata per ospitare il centro operativo d’emergenza, il Coc. Brulicante di divise e tecnici. E il sindaco e gli assessori con la faccia buia, preoccupata. Invece due anni sono passati. Per qualche aspetto inutilmente. Gianni Giovannelli, però può dire: «La fase critica è superata, e non c’è stato nè un morto, nè un ferito». Ecco che improvvisamente il tempo torna a prendere il suo posto, al 2 ottobre 2015. Lui è il sindaco di Olbia, verrà ricordato per aver dovuto gestire due alluvioni, ma anche perché in tempi non sospetti, nel 2011, inviò una lettera al primo ministro (era Berlusconi, sostituito quasi subito da Monti) per chiedere lo sblocco del patto di stabilità per poter spendere il tesoretto di 50 milioni di euro in cassa, per la mitigazione del rischio idrogeologico. Gli risposero picche. Ma aveva ragione. Ora non può che fare nuovamente il bilancio, Per fortuna senza vittime. «L’evento – ricorda – rispetto a due anni fa è stato di portata inferiore. Soprattutto perché l’acqua è stata scaricata in maniera graduale, ci sono state cicliche esondazioni, ma di entità meno drammatica rispetto al passaggio del ciclone Cleopatra». Ma i danni e le difficoltà ci sono stati. «Alcune centinaia di case sono state interessate dall’evento. 40 persone sono state ospitate in alberghi convenzionati con noi. La macchina della prevenzione ha funzionato a dovere. Devo ringraziare tutti per l’immane lavoro svolto».

Il ponte abbattuto. Ma non si può non parlare del ponte di via Vittorio Veneto. «Sono state innescate delle polemiche bizzarre – dice il sindaco –. In realtà ricordo che quel ponte nel 2013 non è crollato. Allora, dopo l’alluvione, chiedemmo di rifarlo di sana pianta. O perlomeno di allargarlo. Ma la Protezione civile decise diversamente. Sistemandolo semplicemente dopo i danni subiti e spendendo 80mila euro». Il primo ottobre Giovannelli ha deciso di abbatterlo. «Formava un tappo sul Siligheddu – ricorda –, e la legge mi consente in casi gravi e di pericolo pubblico, di intervenire anche in maniera drastica. L’ho fatto e non me ne pento».

Opere fatte. «Rimproverano questa amministrazione di non aver fatto nulla dal novembre 2013 a oggi. Bufale! Abbiamo speso 20 milioni di euro per abbattimenti di opere incoerenti, come il ponte di via Cortez, protezioni canali, progettazione. E poi c’è la cronistoria di come l’amministrazione comunale, e il consiglio comunale si siano mossi per preparare il terreno a un futuro sicuro per la nostra città»

Il piano Mancini. «Abbiamo approvato il piano delle opere per la mitigazione del rischio – sottolinea il sindaco – e lo dico con orgoglio. Perché abbiamo ottenuto dai finanziamenti del piano nazionale Italia sicura, circa 81 milioni di euro, che altrimenti ci saremmo sognati. A questi aggiungiamo i soldi che ha stanziato la Regione più quelli che avevamo in cassa e si arriva a 120 milioni di euro, che porteranno al completamento del progetto»,

Le critiche. A chi in questi mesi ha osteggiato in tutti i modi il piano Mancini replica con ironia. «Questa gente pensava che l’alluvione si sarebbe ripresentata fra 500 anni a Olbia – ricorda –. E dunque ci poteva essere il tempo per un concorso di idee, per far venire esperti dal Sudamerica e dall’Australia per farci dare un parere. Invece eccoci qua, a meno di due anni da Cleopatra, a dover fronteggiare un’altra alluvione. Dunque abbiamo fatto bene a lavorare sodo, e raggiungere l’obiettivo».

Niente polemiche. C’è chi vorrebbe spingere il sindaco a criticare governo e Regione. Lui preferisce un profilo basso. «Il patto di stabilità va eliminato, per poterci dare la possibilità di lavorare con tutti i fondi a disposizione. Ma il governo Renzi e la Regione, in primis il governatore Pigliaru e gli assessori Maninchedda e Spano, ci hanno dato una grossa mano. E per questo l’amministrazione è molto grata».

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