La Nuova Sardegna

L’arrivo del metano, corsia preferenziale nel piano energetico

La Regione ha approvato le linee guida e passa all’azione Trattative e strategie molto più veloci per la rete del Gnl

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CAGLIARI. Le strategie per far arrivare prima possibile il metano in Sardegna avranno una corsia privilegiata nel Piano energetico. Lo ha deciso la giunta Pigliaru, con l’approvazione definitiva delle linee di indirizzo di un pacchetto destinato finalmente ad abbattere i costi dell’energia per imprese e famiglie. A luglio proprio il metano (la Sardegna è ancora l’unica regione a non averlo) era al primo posto della proposta presentata dall’assessore all’Industria Maria Grazia Piras. Dopo due mesi di confronto con le associazione degli imprenditori e i sindacati, è arrivata la decisione che era stata sollecitata a suo tempo da più parti. Questa: il metano continuerà a essere inserito il punto di forza del Piano, ma proprio per accelerare il suo arrivo avrà una strategia tutta sua al momento della trattativa con il Governo sugli investimenti necessari per realizzare quello che da sempre è considerato decisivo per il rilancio economico della Sardegna. Come si sa, la Regione punta sul gas maturale liquido, il Gnl, che nell’isola dovrebbe arrivare nelle stive delle navi metaniere, per essere poi immesso in rete una volta riportato allo stato gassoso. Nell’annunciare la corsia preferenziale, l’assessore ha ribadito che le linee guida del progetto Gnl saranno «la distribuzione del metano là dove richiesto e necessario a costi comparabili a quelli praticati sul territorio nazionale» e anche «ridurre al minimo i rischi di monopoli che potrebbero vanificare gli effetti positivi del’abbattimento dei costi al consumo». Gli altri pilastri del Piano restano quelli annunciati a luglio: migliorare l’efficienza energetica e sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, con l’obiettivo di riequilibrare la produzione destinata al consumo elettrico, termico e dei trasporti, Riequilibrio necessario visto che finora la Sardegna esporta gran parte dell’energia prodotta dalle rinnovabili, ma senza che questa vendita riduca l’esagerato caro-bollette. La conclusione dell’assessore non lascia spazio ai dubbi: «Con il piano energetico vogliamo allinearci alle politiche energetiche europee e trasformare il nostro sistema per favorire la competitività economica e sociale».

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