«Tempi rapidi per la ricostruzione come se fosse l’Expo»
SASSARI. Tempi rapidi per la ricostruzione, gli stessi concessi ai cantieri dell’Expo e del Giubileo. A Olbia l’appello è stato lanciato dall’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda al...
SASSARI. Tempi rapidi per la ricostruzione, gli stessi concessi ai cantieri dell’Expo e del Giubileo. A Olbia l’appello è stato lanciato dall’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda al ministro Galletti e rilanciato a Palazzo Madama dai senatori sardi di Pd e Sel. «Anche quando è in gioco la sicurezza delle persone, oltre che per i grandi eventi, – ha detto l’assessore – deve essere applicato l’articolo del codice degli appalti che riduce i tempi di costruzione. Non è più pensabile – ha continuato – che la costruzione di un’opera pubblica duri in media otto anni». Il concetto è stato ripreso anche dal senatore Silvio Lai (Pd): «Il Governo – ha detto – intervenga al più presto sia in termini economici che di uomini e di mezzi e dichiari lo stato di calamità per Olbia. I tempi dovranno essere rapidi. I Comuni e i cittadini sardi, questa volta, devono avere risposte immediate, e così come hanno risposto Comuni e Regione nel controllo dell'emergenza, così deve fare il Governo nel sostegno alla ricostruzione, utilizzando anche le procedure speciali del Giubileo come proposto dalla Giunta». Sempre Lai, insieme ai Pd Ignazio Angioni Giuseppe Cuccu sempre dell Pd e Luciano diUras di Sel, ha presentato al Senato un’interrogazione urgente dopo la demolizione del nuovo ponte sul rio Suligheddu, quello della vergogna: «A noi pare inaccettabile – scrivono - che si possa ricostruire un’opera pubblica senza modificarla alla luce della sua funzione e di ciò che è successo nel 2013, perché se è stato davvero un vincolo di legge e la burocrazia a vietare la costruzione del ponte in un altro luogo, siamo molto oltre l’assurdo» .
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