Viabilità in tilt, la Gallura spezzata in due
Decine di strade chiuse per l’emergenza, con il maltempo riemergono problemi mai risolti
OLBIA. Lo aveva segnalato Della Marmora. «La Gallura, priva di ponti e strade, comunicava più difficilmente con le altre province dell'isola che con la Corsica». Lo aveva sottolineato anche Mazzini: «La Gallura non ha una strada che la rileghi alle altre province». Anni, 1860 e 1861. Oltre 150 anni fa.
Due sere fa, la Gallura è tornata indietro nel tempo. Isola nell’isola. Arzachena tagliata fuori dalle comunicazioni con Olbia e Tempio; la Costa Smeralda anche. Olbia in connessione con Tempio solo con un largo giro, di 60 chilometri, saltando da una statale all’altra. Ieri tutto è tornato alla normalità.
Una situazione di massima emergenza, certo. Gestita anche bene grazie al dialogo costante tra Anas, Provincia, prefettura e, a cascata, forze di polizia e protezione civile. Un incubo, quello tra il 1 e il 2 ottobre, che ripropone però un tema caldo: la viabilità della Gallura. Pochi soldi a disposizione, il rischio di perderli, le scelte (politiche) che non arrivano. Con una strada, la Olbia-Tempio, che resterà un sogno. E un’altra, la Tempio-Sassari, che sta per diventare priorità. Con la (possibile) conseguenza della Gallura spaccata in due: con l’Alta Gallura più “vicina” a Sassari che a Olbia (e al suo porto, al suo aeroporto). Il 1 ottobre è stato un buon test per capire quanto fondamentali siano i collegamenti (e sarebbe superfluo sottolinearlo, non fosse che la Gallura paga un deficit di opere pubbliche).
L’alluvione ha diviso la Gallura. Abbattuto il ponte sul fiume Siligheddu a Olbia, chiuso il tratto della statale 127 verso Telti (dove nel 2013 ci furono due morti) e la “bretella” della campagna di Spiegana, ancora chiuso il percorso di Monte Pino (tre morti nel 2013), Bassa e Alta Gallura sono state collegate, per ore e ore, da un percorso di 60 chilometri (invece che di 40), passando Monti.
Peggio ancora è andata ad Arzachena. Dalle 17 è stata chiusa la 125 per Olbia, a causa del crollo di alcuni fili elettrici sulla carreggiata. Dalle 20, e fino alle 5 del mattino, anche l’unica strada alternativa - quella che, attraverso le provinciali 59 e 73, porta a San Pantaleo e poi a Olbia - è stata bloccata: troppi ruscelli impazziti sull’asse stradale; la 73 è stata interdetta al traffico vicino a Portisco. Chiusa di fatto anche la provinciale 94 che - collegandosi alla 73 - unisce la Costa Smeralda a Olbia. Da Porto Cervo si poteva raggiungere Arzachena attraverso la provinciale 59, ma poi la corsa finiva lì. Perché Arzachena aveva il blocco. Non solo per Olbia, ma anche per Luogosanto (la provinciale 14) e per Sant’Antonio e, quindi, per Tempio (la statale 427) e, in parte, per Palau, con il divieto di transito sulla circonvallazione. Una nottata terribile. «Abbiamo fatto l’impossibile per garantire la sicurezza e il diritto alla mobilità», dice Pasquale Russo, dirigente della ex Provincia di Olbia-Tempio, solo 10 cantonieri e 4 tecnici per 800 chilometri di strade. «Abbiamo fatto una riunione con tutti i sindaci due giorni prima dell’alluvione, è servito per coordinare gli interventi», spiega Giovanni Carta, commissario della ex Provincia.
I tecnici hanno controllato tutte le strade «Non ci sono danni strutturali – dice Russo –. Abbiamo dovuto chiudere solo la bretella tra la 131 dcn e la 125, quella di Spiritu Santu costruita dall’ex Comunità montana. C’è stato un cedimento, ma contiamo nei prossimi giorni di rimetterla in funzione. Tra il 1 ottobre e ieri, abbiamo ripulito le strade dal fango e dai detriti arrivati sull’asse stradale con i ruscelli. Sono tutte in sicurezza, ma continueremo a vigilare».
E ora? Ora sindaci e assessore regionale ai Lavori pubblici dovranno rivedersi. L’ultima volta, mesi fa a Olbia, non era andata bene. L’assessore (Maninchedda) chiedeva di usare i 60 milioni per la Olbia-Arzachena a 4 corsie («ma l’Anas dice che ne servono 200, di milioni, perché ci sono due gallerie») per le strade provinciali galluresi, per poi chiedere i 200 milioni ai nuovi fondi europei. I sindaci di Olbia (Giovannelli) e Arzachena (Ragnedda) hanno detto no. Si troverà un compromesso?
E, sepolta la Olbia-Tempio a 4 corsie, la Regione interverrà alla Fumosa: ha come priorità abbattere le curve da 32 a 18, il che avvicinerebbe (un po’) l’Alta Gallura a Sassari e l’allontanerebbe (forse) da Olbia.
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