La Nuova Sardegna

Sindaci in rivolta contro il governo: mai avuto un euro per le alluvioni

di Luca Rojch
Sindaci in rivolta contro il governo: mai avuto un euro per le alluvioni

I privati e le aziende dei Comuni colpiti dal ciclone Cleopatra del 2013 non sono mai stati risarciti I primi cittadini esasperati: «Lo Stato ci faccia utilizzare le risorse bloccate dal patto di stabilità»

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SASSARI. Matematica della disperazione. Per fare il conto basta un attimo. Zero. È il totale di quanto lo Stato ha dato per i danni alle imprese e alle persone per le alluvioni del 2013 e del 2015. Un merito questa volta il governo lo ha. Il ministro Gian Luca Galletti è planato in Sardegna e ha evitato di promettere soldi per i danni causati dall’alluvione. Si è limitato a gettare sul piatto i 16 milioni per rimettere in sicurezza il rio Siligheddu. Ma i sindaci sono stanchi di attendere soldi che restano sempre virtuali e parte la rivolta dei primi cittadini. Non solo non hanno mai visto un centesimo per aiutare cittadini e imprese, ma in modo progressivo lo Stato ha stretto sempre più il cappio. Sempre meno trasferimenti e sempre più limiti di spesa. E un filo rosso che li unisce tutti. Sono in attesa dei soldi per le alluvioni.

Il recordman. Forse il primatista è il sindaco di Padru, segretario nazionale dell’Upc, Antonio Satta. «La gente di Padru aspetta ancora i risarcimenti dell’alluvione del 2008 – racconta –. Mi hanno promesso che stanno per partire. Ho visto il ministro Galletti, eravamo colleghi alla Camera, mi ha detto che lui chiederà risorse per l’alluvione del 2015, ma mi ha anche spiegato che a decidere tutto è il consiglio dei Ministri». Satta mette l’accento sulla mancanza di attenzione. «I sindaci sono lasciati da soli a gestire situazioni complicate – continua –. Padru è circondato dai fiumi e non ho un centesimo per mettere il paese in sicurezza».

La provocazione. Il sindaco di Arzachena non nasconde la sua esasperazione. «Non possiamo più attendere – afferma Alberto Ragnedda –. L’alluvione del 2013 ha portato milioni di euro di danni. Non abbiamo visto un euro. Non solo, anche la promessa di poter infrangere il patto di stabilità per interventi di emergenza è rimasto virtuale. A stento abbiamo superato quel momento di difficoltà. Giovedì c’è stata una nuova disastrosa alluvione. Strade e scuole danneggiate. Bene, se non arrivano risorse sarò costretto a lasciare tutto come è adesso. Dico di più. Non chiedo soldi per le infrastrutture. Per quelle basterebbero i 18 milioni di euro che il Comune ha in cassa e non posso toccare per il patto di stabilità. Diano le risorse alle famiglie e alle imprese danneggiate».

Il pragmatico. Il senatore Pd Francesco Sanna, capisce le esigenze dei sindaci, ma cerca di essere pragmatico. «Come è già accaduto, in questo primo momento è necessario dare immediate risorse alle amministrazioni – spiega –. Lo si può fare con un’ordinanza di protezione civile. Ma la ricostruzione deve essere fatta su provvedimenti articolati. Noi dobbiamo lavorare su questi due piani. Come avevamo fatto nel 2013. Per prima cosa vanno quantificati i danni. Entro 11 giorni il governo deve presentare la legge di stabilità. Si potrebbero infilare i primi provvedimenti già in questa legge. Ma servono tempi rapidi».

In equilibrio. E che i tempi siano stretti lo conferma anche il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. «Martedì dobbiamo inviare in Regione una prima stima dei danni. Non sarà definitiva, è chiaro. Mancheranno una parte delle devastazioni subite da aziende e privati – spiega Giovannelli –. A proposito li invito a informare il Comune». Anche Olbia non ha visto un euro per l’alluvione del 2013. A parte i primi 20 milioni annunciati dall’allora premier Enrico Letta e subito stanziati, il resto è un insieme di promesse disattese. Neanche un centesimo per i cittadini e le imprese. Gli unici soldi arrivati li hanno messi i privati e il Comune. Ma Giovannelli non punta il dito in modo netto contro il governo. Con grande attenzione separa quello che è stato fatto in questi anni per ridurre il rischio di alluvioni in città dalle risorse assegnate ai privati. «Olbia ha ricevuto risorse importanti – dice Giovannelli – per mitigare il rischio idrogeologico. Grazie al lavoro dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici, del consiglio comunale e dei nostri uffici abbiamo portato a casa un piano importante. E sono già pronti 16 milioni per il rio Siligheddu. Con la Regione realizziamo un progetto da 120 milioni che metterà in sicurezza la città. Il vero ostacolo è la burocrazia. Per questo concordo con l’assessore Maninchedda che chiede procedure accelerate. Dobbiamo essere veloci per completare le opere. La settimana scorsa chiedevamo di accelerare i tempi, avevamo il timore che eventi meteo eccezionali si trasformassero in una nuova tragedia per la città». Ma Giovannelli distingue. «Diverso è il discorso dei contributi dati ai privati e alle aziende che hanno subito i danni dall’alluvione del 2013 – conclude –. Non è arrivato un centesimo per loro. Questo non può che lasciarci contrariati. E da subito chiediamo al governo che non si mostri indifferente davanti a questa nuova emergenza».

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