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Un drone volerà sul disastro

Un drone volerà sul disastro

Gli effetti del nubifragio studiati dall’alto grazie alle immagini

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OLBIA. Stamane il drone in dotazione alla polizia municipale di Olbia entrerà in scena nell’ambito dell’alluvione. È stato infatti previsto l’utilizzo del modernissimo occhio volante, per registrare le immagini dall’alto di tutto il corso del Rio Siligheddu, sicuramente il fiume più importante che attraversa la città e quello che nelle due alluvioni del 18 novembre del 2013 e del primo ottobre del 2015 ha creato forse più danni con la sua esondazione.

Il drone entrerà in funzione intorno alle 10 del mattino e percorrerà tutto il corso del Siligheddu all’interno della città, partendo dalla foce posta al Ponte di Ferro in via Roma risalendo quindi il corso del fiume sino dunque al ponte di via Vittorio Veneto abbattuto il primo ottobre e oltre.

Le immagini serviranno per fare una precisa e puntuale mappatura di tutto il percorso del fiume. Immagini in digitale che saranno poi utilizzate sia dagli esperti di ingegneria idraulica e geologi, sia (presumibilmente) anche dalla procura di Tempio per le indagini relative a questa e alla precedente alluvione che hanno devastato la città di Olbia.

Ricordiamo che sotto i riflettori della magistratura, che comunque ancora non ha aperto ufficialmente l’inchiesta sul ciclone 2015, c’è la vicenda del ponte abbattuto sul Rio Siligheddu all’altezza di via Vittorio Veneto. Un ponte che era stato rimesso a nuovo dopo il passaggio di Cleopatra nel 2013. I lavori furono decisi con un’ordinanza della Protezione civile condotta allora dal commissario Gabrielli, nonostante il parere contrario dell’amministrazione comunale, e costarono 80mila euro. Giovannelli lo ha fatto buttare giù avvalendosi dei poteri conferiti dal Tuel, nei casi di emergenza e di imminente pericolo per la popolazione. (en.g.)

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