Addio al giallista svedese Henning Mankell
È morto ieri l’autore di best seller mondiali, creatore del personaggio del commissario Wallander
ROMA. «Ho il cancro. Forse si sta diffondendo. Sono in grande ansia», scriveva su un quotidiano svedese a fine gennaio 2014 Henning Mankell, annunciando che avrebbe raccontato la sua battaglia contro il male «a intervalli regolari su questo giornale, da una prospettiva di vita, non di morte». Oggi quella battaglia ha avuto termine, lo scrittore e celebre creatore del commissario Wallander è morto ieri dando pubblica testimonianza del suo dramma privato, sperando di aiutare tanta gente a non considerare più una sorta di tabù questo male.
Nei tanti romanzi di cui è protagonista il commissario Kurt Wallander (in Italia pubblicati da Marsilio e che si dice abbiano venduto 40 milioni di copie nel mondo), la sua figura è andata sempre più definendosi e umanizzandosi, nel senso di mostrare debolezze e acciacchi come tutti. Pare avesse uno strano padre arrogante, pittore, cui la figlia Linda, che ha un bel caratterino, un tentativo di suicidio alle spalle e poi gli ha sfornato un nipotino, e fa anche lei il poliziotto, dice che va sempre più assomigliando. Lui, in risposta, l'accusa con insofferenza affettuosa di ricordargli la madre, la moglie alcolizzata e infedele da cui è divorziato e che, ogni tanto, cerca invano un riavvicinamento. Non è un uomo felice, talvolta eccede un pò nel bere e ha un'esistenza problematica che il suo impegnativo e spesso sgradevole lavoro non gli facilita, anzi gli complica, usurandolo umanamente.
Da quando il successo internazionale di Stieg Larsson ha portato all'attenzione del pubblico il noir scandinavo, questo ha avuto un boom editoriale durato a lungo e di cui Mankell è stato uno dei primi protagonisti.
Mankell, che era nato il 3 febbraio del 1948 e, amante dell'Africa dove era impegnato anche in battaglie umanitarie, passava molto del suo tempo in Mozambico, ricorda che aveva deciso di scrivere una storia sul razzismo montante trovato tornando in patria, dopo una delle sue lunghe assenze all'estero, e, giudicando il razzismo un crimine, ebbe bisogno di creare il personaggio di un poliziotto: era il 1989 e il nome Wallander pare sia stato scelto sull'elenco del telefono. Iniziò con 'Assassino senza voltò, uscito in italiano nel 1991 e a tutt'oggi sono tredici i suoi romanzi tradotti da noi.
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