Agenzia Sardegna ricerche il Governo boccia la legge
Approvata ad agosto dal Consiglio, la norma sarebbe un eccesso di potere Contestato il passaggio automatico del personale nell’organico della Regione
CAGLIARI. La legge del Consiglio regionale sull’agenzia «Sardegna ricerche» è stata bocciata dal Governo: la impugnerà davanti alla Corte costituzionale. Non è tanto la riforma in sè a essere finita nel mirino di Palazzo Chigi, anzi l’idea di ridurre i costi di una controllata dovrebbe piacere eccome a Renzi, ma il trasferimento del personale dalla vecchia società – «Sardegna ricerca» era un consorzio autonomo – all’Agenzia, ora rientrata in tutto e per tutto, anche nella contabilità, sotto la vigilanza della casa madre. È proprio quel passaggio automatico nell’organico della Regione – segnalato e denunciato qualche giorno fa dal sindacato dei dirigenti regionali, lo Sdirs – ad aver convinto il ministero agli Affari regionali che non può esserci il lasciapassare. Secondo Palazzo Chigi, la Sardegna, con questa decisione, avrebbe «commesso un eccesso di potere rispetto alle competenze previste dallo Statuto», perché «per la Costituzione i contratti collettivi di lavoro sono una prerogativa dello Stato». Il contrasto – sempre secondo il Consiglio dei ministri – è ancora «più evidente se questa legge non rispetta il coordinamento della finanza pubblica». In altre parole, rappresenta un costo in più per le casse della Regione. Ora bisognerà vedere quali saranno i prossimi passi della Giunta: sosterrà il confronto con il Governo nell’aula della Corte costituzionale, oppure proporrà al Consiglio di modificare la legge per evitare lo scontro? Chissà. Per il momento dalla Regione non ci sono segnali sulle future mosse. Sta di fatto che ad agosto era stato il sindacato interno dei dirigenti regionali a sollevare per primo il caso con un quesito sulla costituzionalità della legge che istituiva l’agenzia «Sardegna ricerca» e cancellava l’esistente società consortile per azioni. Secondo lo Sdirs il punto debole della riforma era proprio quel del trasferimento automatico del personale dalla Spa all’Agenzia. «È in doppio conflitto – scriveva a suo tempo il sindacato – Da un lato con il principio costituzionale di accesso al pubblico impiego mediante concorso. Dall’altro è in conflitto con l’istituto della mobilità all’interno del pubblico impiego, la cui disciplina è riservata allo Stato». Il Governo ha accolto le perplessità dello Sdirs e impugnato la legge per «palese illegittimità costituzionale».
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