Atzeri: «Mai azioni ostili nei confronti della Piredda»
CAGLIARI. «Nessuna ostilità nei confronti della signora Ornella Piredda, tutte le decisioni che la riguardano sono state prese da altri, non da me»: Giuseppe Atzeri, l’ex consigliere sardista e capo...
CAGLIARI. «Nessuna ostilità nei confronti della signora Ornella Piredda, tutte le decisioni che la riguardano sono state prese da altri, non da me»: Giuseppe Atzeri, l’ex consigliere sardista e capo del gruppo misto, è considerato dall’accusa il responsabile dell’azione di mobbing nei confronti dell’ex funzionaria che ha scatenato con le sue denunce la clamorosa inchiesta giudiziaria sui fondi ai gruppi. Atzeri ha ascoltato in silenzio tutte le udienze del dibattimento dov’è imputato di peculato aggravato per essersi appropriato di 135.616 euro ma anche di abuso d’ufficio, maltrattamenti aggravati e falso in atti pubblici in relazione al tumultuoso rapporto di lavoro con la Piredda. Ieri ha parlato per la prima volta - senza contradditorio - e ha liquidato il problema dei fondi seguendo la linea Floris: «Non ho fatto altro che attenermi alla delibera del 1993». Sulla Piredda: «Mai atteggiamenti persecutori o aggressivi - ha detto Atzeri - le era stato attribuito un livello inferiore e cercai di risolvere il problema, ma solo la conferenza dei capigruppo poteva decidere su mansioni superiori o inferiori». Non lui, che si è definito «la controfigura del capogruppo, con tutto il rispetto per me stesso». Insomma: Atzeri non decideva nulla, tutto era in capo al direttore generale. Compresa l’assegnazione delle stanze: «La signora Piredda sostiene che l’avrei destinata in un bugigattolo, ma appena poche ore fa l’onorevole Caligaris ha detto qui in tribunale che in quella stanza ha lavorato lei e il suo collaboratore Gianni Massa». Chiuso l’intervento, il difensore Agostinangelo Marras ha consegnato al tribunale una serie di lettere e di documenti che per la difesa dovrebbero confermare la correttezza di Atzeri nei confronti della Piredda. (m.l)
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