La Nuova Sardegna

Opere idriche in ritardo: Regione chiama Abbanoa

di Mauro Lissia

Pronti 600 milioni ma la società di viale Diaz non riesce ad aprire i cantieri La ragione? Mancano dirigenti. Maninchedda: «Serve un cambio di passo»

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CAGLIARI. Un anno fa l’annuncio dell’amministratore Alessandro Ramazzotti: Abbanoa ha finanziamenti per 600 milioni da investire nelle opere idriche e fognarie. Stop alle lungaggini e taglio netto sui tempi di apertura dei cantieri: da 900 a 600 giorni, una boccata d’ossigeno per l’economia della Sardegna. Niente di tutto questo, pochissimi cantieri aperti e molti lavori in fase di stallo, ancora da appaltare. Non sono le associazioni dei consumatori a protestare, sono i comuni che attendono con ansia le opere programmate. Una protesta così diffusa che la Regione è stata costretta a bacchettare la società pubblica che gestisce il servizio idrico dell’isola. Con una lettera di poche righe, firmata dall’assessore regionale ai lavori pubblici Paolo Maninchedda. La data è 28 settembre 2015: «Dalla vostra nota del 23 settembre - scrive l’assessore - si evince che i ritardi nell’attuazione di numerosi interventi di fondamentale importanza sono riconducibili a motivazioni riguardanti la gestione interna del personale». Maninchedda fa riferimento all’«assenza prolungata per malattia» dei responsabili dei procedimenti e di altre figure professionali. Subito dopo il richiamo, pacato nei termini ma secco: «Nel ricordare che l’obiettivo principale della Regione è favorire e vigilare la celere conclusione degli interventi in capo a codesta Società per i quali sono state reperite ed attribuite ingenti risorse - è scritto nella nota, indirizzata alla direzione generale di Abbanoa - si auspica che le problematiche relative alla gestione aziendale vengano tempestivamente risolte affinchè non determinino ulteriori ritardi sul cronoprogramma degli interventi».

Qualche esempio per capire. Con la delibera Cipe 60/12 destinata al piano del sud, interventi sull’impianto fognario-depurativo dell’isola, sono arrivati 50 milioni e 242 mila euro che dovevano coprire 14 interventi. Di questi 13 sono stati appaltati, ma neppure un cantiere risulta ancora aperto e nessun contratto firmato. Le gare risalgono alla fine del 2013, l’ultima è di fine 2014: tutto fermo. Ancora: grazie al piano del sud idrico-potabile il Cipe ha deliberato con la 62/12 di finanziare opere per 89 milioni. La cifra disponibile però è calata del 15 per cento (75 milioni e 650 mila euro) perché non sono state rispettate le scadenze per l’espletamento delle gare, fissate al 31 dicembre 2013. La scadenza è stata prorogata al 30 giugno 2016 con una penalità sull’importo dell’1,5% per 11 interventi, ma neppure un bando di gara è stato ancora pubblicato, il ritardo è imbarazzante. Come dire che l’annuncio di Ramazzotti, il taglio netto sui tempi d’apertura dei cantieri, sembra destinato a saltare, con l’evidente disappunto espresso dalla Regione.

Per tornare alle ragioni dei ritardi, che dalla risposta di Maninchedda sarebbe legata all’assenza di personale, impossibile non collegarle al conflitto interno ad Abbanoa che ha condotto al licenziamento e al cambio di mansioni deciso dal direttore generale Sandro Murtas per dirigenti e impiegati. Parte del personale che si occupava degli appalti è difatti sparita dalla scena, lasciando vuoti non ancora colmati. Ed è proprio su quest’aspetto della gestione interna di Abbanoa che la Procura ha rivolto le sue attenzioni, prima con la contestazione a Murtas e all’ex amministratore Carlo Marconi di tre abusi d’ufficio ed ora con una serie di esami di testimoni, quasi tutti dipendenti di Abbanoa che rivendicano demansionamenti e licenziamenti immotivati. Quanto questa situazione possa aver influito sui tempi di avviamento dei lavori idrico-fognari è tutto da stabilire. Maninchedda peraltro ha di recente chiesto spiegazioni anche su quest’aspetto, ma i vertici di Abbanoa hanno negato con decisione che si siano verificati casi di licenziamento e di demansionamento al di fuori dalla legge.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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