Vaccinazioni, un mistero: la Regione non ha i dati
L’isola esclusa dalla mappatura dell’Istituto superiore della Sanità. L’assessore Arru: «Il sistema di monitoraggio è obsoleto, presto rimedieremo»
SASSARI. La Sardegna non c’è, nella mappa dell’Istituto Superiore di Sanità. L’isola nella cartina è solo una macchia grigia. E questa volta non è una dimenticanza, non si può gridare allo scandalo. Anzi. Il problema è che dalla Regione non sono stati inoltrati i dati oggetto dell’indagine, cioè i numeri delle vaccinazioni effettuate nel 2014. Il motivo? Non ci sono. L’Istituto superiore della Sanità rileva con toni fortemente preoccupati un calo notevole a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda le vaccinazioni dei bambini. Nel resto d’Italia è così: secondo i dati sono scese al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura dell’86%, in calo di oltre il 4% in appena un anno.
Le possibili conseguenze sono giudicate gravissime: c’è il rischio per nulla remoto del ritorno di malattie che si credevano debellate. Come la pertosse, malattia ricomparsa tra i neonati. Non solo: tra i bambini non vaccinati potrebbero scatenarsi epidemie. E in Sardegna? Non si sa. O meglio, i dati del 2014 non ci sono. Questa la spiegazione dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, che fa il mea culpa ma assicura che presto le cose cambieranno: «Conosciamo le carenze del monitoraggio delle attività vaccinali, così come anche l'impossibilità di assolvere ad altri debiti informativi, puntualmente rilevati nelle altre regioni attraverso il sistema Siveas nell'ambito del monitoraggio dei Lea».
La spiegazione: «Abbiamo trovato un sistema obsoleto e, tra le prime cose fatte da questa amministrazione c'è stata l'assegnazione di 200mila euro alla Asl di Sassari con il compito di procedere alla definizione di un software specifico, che sarà presto a disposizione». Subito dopo l’esponente della giunta Pigliaru entra nel merito del problema. La polemica è vivace, tra i sostenitori delle vaccinazioni (la stragrande maggioranza dei genitori) e i contrari (che attribuiscono proprio ai vaccini l’insorgenza di gravi malattie come l’autismo).
La posizione di Arru è chiarissima: «Pensiamo che sia indispensabile un impegno di tutti per sensibilizzare la popolazione e far capire l'importanza della prevenzione a partire da quella per la salute dei bambini, anche per contrastare una cattiva informazione che spesso accompagna le campagne vaccinali». In Sardegna attualmente «non esiste un sistema di informatizzazione che metta in rete i dati in arrivo dalle Asl: questi vengono trasferiti via mail e aggregati in Regione. Con le risorse stanziate a luglio – aggiunge l’assessore – per i progetti di prevenzione verrà attivata l'informatizzazione. I dati del 2014 su base regionale sono in fase di completamento».
Gli ultimi a disposizione sono quelli del 2013. I numeri non sembrano indicare un calo significativo, soprattutto per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie (il cosiddetto trivalente) per i più piccoli. Ma senza i dati del 2014 è per ora impossibile capire se l’isola segua il trend nazionale se invece si distingua dal resto d’Italia.
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