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La Gallura tenta di ritornare alla normalità

La Gallura tenta di ritornare alla normalità

I sei centri colpiti dall’alluvione presentano il conto dei danni alla Regione: oltre 25 milioni di euro

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OLBIA. Il ciclone Mediterraneo ha lasciato ferite profonde in Gallura e un conto salatissimo per rifondere i danni, le spese affrontate dalle amministrazioni coinvolte, e la necessità di procedere alla progettazione di nuovi interventi per una decisa mitigazione del rischio idrogeologico. Perché inutile girarci intorno, sin quando non verranno fatti dei passi concreti per mettere in sicurezza la popolazione, ogni volta che si ripeteranno eventi come quelli del primo ottobre ci saranno danni e rischi per le persone.

Il conto salato. Sei comuni hanno subito danni dall’alluvione della settimana scorsa: oltre a Olbia, anche La Maddalena, Palau, Arzachena, Loiri e Golfo Aranci. Che l’altro ieri hanno presentato “la fattura” alla Regione. Un conto che supera i 25 milioni di euro, anche se poi è presumibile che la spesa lieviterà ulteriormente. Con Olbia che è in testa nella classifica delle richieste, perché ha speso tanto per ripristini, pulizie, ritiro rifiuti, sostegno alla popolazione, e perché ha bisogno di interventi strutturali sia in città che nell’agro, ancora una volta pesantemente colpito dalle esondazioni dei fiumi. L’amministrazione ha richiesto circa 19 milioni di euro.

L’incubo alluvione. Dopo due anni l’incubo di tanti olbiesi si è materializzato di nuovo. E si è tradotto in numeri da paura. In particolare, secondo stime fatte dalla Caritas, le case allagate sono state circa 250. Colpiti in particolare Isticcadeddu e Baratta, dove l’acqua pur non raggiungendo i paurosi livelli di due anni fa, ha ugualmente lasciato rovine dopo il suo passaggio. La richiesta di tutti è quella di interventi rapidi e decisi. Anche se la semplice costruzione di paratie alte ai lati dei fiumi non può essere una soluzione soddisfacente, su interi quartieri costruiti proprio a ridosso dell’acqua.

La macchina dei soccorsi. Sempre in funzione la centrale operativa del Comune nell’aula consiliare di Poltu Cuadu, dove sono impegnati amministratori, consiglieri comunali, tecnici e dipendenti del comune, volontari. In particolare la macchina a sostegno degli alluvionati vede in campo un tavolo operativo dove gli attori principali sono l’assessorato ai servizi sociali del comune, e i volontari della Caritas e della Croce rossa. Raccolgono le chiamate dei cittadini, distribuiscono i pasti caldi a chi ne ha bisogno perché non ha più la cucina, si occupa di continuare il triste censimento delle case alluvionate. Una grossa mano d’aiuto insomma, a quella che è l’azione congiunta del Comune e delle forze dell’ordine.

Solidarietà. Sono stati attivati anche alcuni conti correnti per raccogliere fondi a favore degli alluvionati. L’iniziativa l’ha presa subito la Caritas diocesana, guidata da suor Luigia, che ha aperto alcuni conti correnti. A seguire, c’è stata identica iniziativa anche dell’Associazione l’Altra Olbia.

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