Legge beffa per gli alberghi, La Sardegna ora sfida l’Europa
CAGLIARI. Solo la benevolenza dell’Europa potrà salvare una ventina di albergatori dagli effetti collaterali, restituire 16 milioni e mezzo di finanziamento, provocati dalla legge beffa. È quella che,...
CAGLIARI. Solo la benevolenza dell’Europa potrà salvare una ventina di albergatori dagli effetti collaterali, restituire 16 milioni e mezzo di finanziamento, provocati dalla legge beffa. È quella che, nel 1998, doveva serviva a rendere più belli gli hotel, ma poi bocciata – dopo un ricorso di un concorrente locale – dall’Unione Europea e liquidata come «improponibili aiuti di Stato» e concorrenza sleale. C’è ben poco altro in cui sperare, ha detto l’assessore al Turismo Francesco Morandi nel dibattito, in Consiglio regionale, che si è concluso con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno molto politico. Impegna la Giunta a trattare con l’Europa, a sollecitare il sostegno del Governo, a trovare una via d’uscita, ma che, con sincerità, potrebbe alla fine incidere poco, o comunque non scalfire la decisione della Corte di giustizia europea a pretendere (devo farlo la Regione attraverso Equitialia, che ha già notificatole cartelle esattoriali) indietro il finanziamento. Anzi, la Regione è al corrente che se non lo farà in tempi finirà nei guai: 20 milioni di ammenda e 160mila euro per ogni giorno di ritardo nel recupero del credito, è questa la minaccia di Bruxelles. L’unica possibilità sta proprio nella benevolenza dell’Europa, nell’accettare le proposte della Giunta su «un alleggerimento del peso delle cartelle», leggi tempi e modi del pagamento, per «evitare che le aziende finite sotto accusa non falliscano». È un rischio: alcuni degli hotel hanno ricevuto addirittura l’ordine di restituire in un battibaleno 2 milioni di euro a testa e a quel punto ad essere spazzati via sarebbero oltre duemila posti di lavoro, novemila posti letto e un fatturato di 60 milioni l’anno. «La strada è molto stretta – ha detto l’assessore – e speriamo nella disponibilità dell’Europa. Non sono pessimista, ma realista».
Il dibattito. Che gli albergatori siano vittime di un pasticcio «senza averne colpa» lo hanno detto tutti in Consiglio regionale. Dal 1998 al 2003, anno in cui sono stati erogati i finanziamenti, funzionari amministrativi e politici hanno commesso un’infinità di errori, ma le conseguenze nefaste sono ricadute solo sugli albergatori. Michele Cossa dei Riformatori, che aveva presentato una mozione sul caso, lo ha proprio detto: «Con questa vicenda, abbiamo toccato uno dei punti più passi del rapporto fra cittadini e Regione: non c’e stata certo efficienza e neanche trasparenza da parte di qualunque ufficio pubblico che si è occupato del caso». Concetto ribadito da Marco Tedde di Forza Italia, anche lui aveva presentato una mozione: «Chi, a suo tempo, si è fidato della Regione ora è condannato senza aver commesso alcun reato». Ecco perché questa legge passerà di sicuro alla storia come «un grande e immeritata beffa».
Europa spietata. È questo l’aggettivo con cui tutto il Consiglio regionale ha bollato l’Unione. La sintesi degli interventi può essere questa: «Spesso l’Europa usa due pesi e due misure con la Sardegna fino ad accanirsi con l’isola. Dobbiamo protestare e alzare la voce o continuerà a spazzarci via».
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