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Nanni Angeli racconta il mondo degli stazzi

Nanni Angeli racconta il mondo degli stazzi

Venerdì si inaugura a Gavoi la mostra “La janna a lianti”

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GAVOI. Sarà inaugurata venerdì 9 alle 18, nelle sale del Museo Comunale ex Casa Lai, la mostra fotografica di Nanni Angeli “La janna a lianti - Genti, strutture e oggetti degli stazzi della Gallura contemporanea”, curata dall’associazione culturale Ogros .

Il lavoro di Angeli è dedicato al mondo e ai luoghi dello stazzo, il nucleo abitativo e familiare che è stato, fino alla prima metà degli anni Sessanta, la cellula territoriale e socio-economica della campagna gallurese e che, insieme alla lingua, ha rappresentato il principale fattore di distinzione del nord-est dell'isola rispetto al resto della Sardegna.

 Ancora oggi, pur avendo in molti casi perduto la funzione originaria, lo stazzo costituisce elemento di forte identità e genuino interesse, e continua a rivestire grande rilevanza nel panorama visivo, culturale ed umano della Gallura contemporanea. Il progetto fotografico nasce anni fa, al principio degli anni Novanta, motivato da una passione e un interesse istintivo, un legame di sensi e sentimenti che non si allenta con il passare del tempo. Racconta Nanni Angeli: «Sono cresciuto a Palau, un paese in riva al mare e con la campagna alle spalle, oggi a vocazione prevalentemente turistica. Ho imparato il gallurese da un mio coetaneo, figlio di mezzadri, che viveva in uno stazzo poco distante dal paese. A casa loro avevano la televisione a colori ma non la corrente elettrica. La mia famiglia, a un chilometro di distanza, aveva la corrente elettrica ma il televisore era in bianco e nero».

La ricerca di Angeli diventa sistematica e organica grazie ad una campagna fotografica, finanziata dalla Regione Sardegna attraverso l'Isre di Nuoro. «Ho realizzato  “La janna a lianti” – dice Angeli – nell’anno del mio rientro stabile in Sardegna, dopo vent’anni passati prevalentemente in continente. È stato come tornare sui miei passi, riscoprire le mie radici seguendo il ritmo delle stagioni, della terra, delle donne e degli uomini che ancora la lavorano. Vedere quei luoghi, sentirne gli odori, i suoni, incontrare solitudini e abbandoni ma anche persone semplici e straordinarie insieme, ascoltare ed usare la nostra lingua. Queste le compagnie e gli stimoli che mi hanno guidato per dodici mesi nella realizzazione delle fotografie».

 Angeli, per raccontare campagne e stazzi della Gallura, in un anno ha percorso circa 12.000 chilometri, parte in automobile, moltissimi a piedi. «La nostra è una regione – prosegue Angeli – che, dai primi anni Sessanta sino alla fine degli Ottanta, è stata in gran parte caratterizzata da una nuova economia legata all’edilizia e all'industria turistica e balneare, fenomeni che hanno accelerato il processo di allontanamento dalla campagna, comportando l’abbandono di un agro “difficile” e poco produttivo. La velocità dei cambiamenti ha determinato il parziale dissolvimento di un modello sociale solidale, di usi e consuetudini stabili, senza consentire la nascita di nuovi modelli alternativi e compiuti.Ma ci sono sacche di resistenza e permanenza. Io ho cercato di dare conto di come lo stazzo costituisca, ancora oggi, un elemento comunitario di originalità».

 Il lavoro è stato raccolto in un sito (www.nanniangeli.it/laportaalevante) che, nella scorsa primavera, è stato segnalato, attraverso una galleria di immagini, dalla versione in rete del National Geographic Italia. Ora, per la prima volta, una sintesi di questa vasta documentazione fotografica viene esposta sotto forma di mostra.

Ed è curioso che un lavoro che racconta la Gallura venga proposto in Barbagia. La ragione di questa scelta da parte degli organizzatori di “Ospitalità nel cuore della Barbagia” e dell'amministrazione gavoese sta probabilmente nel senso che si è scelto di dare a questa iniziativa, che vuole innanzitutto connotarsi come “sagra di comunità”. Per questa ragione la decisone di ospitare e promuovere un lavoro fotografico che racconta una storia di appartenenza, quella del mondo degli stazzi di Gallura, vera e propria isola nell'isola.

La mostra è composta da sessantuno fotografie, in bianco e nero e a colori, la gran parte stampate nel formato 30x45, 4 di dimensioni maggiori. “La janna a lianti” fa parte della rassegna Figuras, iniziativa dell'Associazione Ogros sostenuta dalla Fondazione Banco di Sardegna, nell'ambito della quale sono stati già proposti i lavori di Romano Cagnoni e Mario Dondero, due maestri del fotogiornalismo italiano.

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