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Tar: nessun contro ribaltone in consiglio

Tar: nessun contro ribaltone in consiglio

I giudici danno torto ad Arbau, Fenu e Azara, la sentenza conferma ancora una volta il cambio dei quattro onorevoli

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CAGLIARI. Un altro assalto degli espulsi a luglio dal Consiglio regionale è andato a vuoto. Il Tar ha confermato che Efisio Arbau e Michele Azara della Base e Modesto Fenu del Movimento zona franca non potranno e non devono rientrare in aula. Porte sbarrate anche per Gavino Sale (Irs) che però finora si è sempre tenuto lontano dal labirinto dei ricorsi. Quei quattro posti saltati a suo tempo – come deciso il 21 luglio dal Consiglio di Stato e poco dopo dalla Giunta per le elezioni – è ormai di chi l’ha conquistato per via giudiziaria: Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia, neo consiglieri dell’Upc, Gianfranco Congiu (Partito dei sardi) e Gianni Lampis (Fdi-An).

La sentenza. Poche settimane fa i giudici amministrativi avevano bocciato l’istanza con cui gli espulsi avevano chiesto con urgenza che fosse sospeso il giuramento dei quattro consiglieri subentranti. Il no è stato ribadito con un dispositivo di poche righe in cui c’è scritto: «Non è stato riscontrato alcun pregiudizio ai danni dei ricorrenti», che comunque non potrebbero essere riammessi. Il motivo è sempre lo stesso: il Consiglio di Stato ha escluso le loro liste (La Base, Mzf e Idv, in questo partito era stato eletto Azara prima di passare nel movimento di Arbau) dalla ripartizione dei seggi residui per non aver raggiunto un quoziente pieno alle lezioni del 2014.

Le conseguenze. In Consiglio tutto rimarrà com’è. Non ci sarà l’ennesimo contro ribaltone o meglio ancora è tutto rinviato a dicembre quando sarà la Cassazione a dire l’ultima parola sulla sentenza emessa dal Consiglio di Stato.

Il retroscena. Prima di tutto i tre consiglieri sconfitti sono stati condannati a pagare le spese processuali (mille euro a testa) a ciascuno dei neo consiglieri (Zanchetta, Gaia, Congiu e Lampis) e anche al Consiglio regionale, che a sua volta s’era opposto al ricorso. Però Arbau, Azara e Fenu non sono stati condannati per «lite temeraria» come aveva sollecitato invece la controparte. E questo particolare potrebbe avere strascichi amministrativi con la presentazione dell’ennesimo ricorso da parte degli esclusi.

Battaglia legale. Per l’avvocato dei vincitori, Raffaele Soddu, il caso è chiuso. Lo è fino a tal punto da fare dire alla segreteria dell’ Upc, il partito di Zanchetta e Gaia, «Più si avanti, più arrivano le conferme che avevamo ragione». Anche per l’avvocato Umberto Cossu, rappresentava Lampis, ormai solo la Cassazione può ribaltare la decisione del Consiglio di Stato. Sul fronte degli sconfitti però non si arrenderanno. A farlo intuire è l’avvocato Renato Chiesa,il legale di Arbau, Fenu e Azara: «Leggeremo con attenzione l’ordinanza della seconda sezione, ma mi pare che i giudici non siano entrati nel merito. Hanno solo respinto la richiesta di sospensiva e quindi potremmo ricorrere ancora al Tar». (ua)

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