I sardi di 4500 anni fa Dall’Europa verso l’Africa
ROMA. Le migrazioni di ritorno da Europa e Asia verso il continente africano sono iniziate molto prima di quanto si pensava finora (3.000 anni fa), e sono state massicce. E i parenti moderni più...
ROMA. Le migrazioni di ritorno da Europa e Asia verso il continente africano sono iniziate molto prima di quanto si pensava finora (3.000 anni fa), e sono state massicce. E i parenti moderni più stretti di questi migranti del neolitico sono i sardi. A riscrivere la storia dei flussi migratori preistorici è il Dna di un uomo vissuto in Etiopia circa 4.500 anni fa, il primo ad essere recuperato e sequenziato in Africa, i cui geni indicano origini eurasiatiche. La scoperta, opera dei ricercatori dell'università di Cambridge coordinati da Andrea Manica, è descritta sulla rivista Science.
L'analisi del cranio dell'uomo di Mota, così chiamato perché rinvenuto nell'omonima grotta, ha permesso di capire che l'influenza delle migrazioni euroasiatiche è stata ben più consistente di quanto finora creduto. Il suo genoma è precedente alla misteriosa ondata migratoria che si verificò circa 3.000 anni fa dall'Eurasia verso l'Africa, quando dalle regioni occidentali dell'Eurasia, come l'Anatolia, i nostri avi improvvisamente si riversarono nel Corno d'Africa.
L'analisi del Dna dell'uomo di Mota ha mostrato che questi antenati euroasiatici erano strettamente imparentati con i coltivatori del primo neolitico, che diffusero l'agricoltura in Europa 4.000 anni prima, e con i moderni africani. E se la composizione genetica del vicino Oriente è ormai cambiata completamente, i parenti moderni più stretti di questi migranti del neolitico sono i sardi, probabilmente per l'isolamento geografico dell'isola, divenuta una capsula del tempo.
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