La Nuova Sardegna

A Olbia ritorna l’angoscia La lunga notte insonne

di Giampiero Cocco
A Olbia ritorna l’angoscia La lunga notte insonne

Via dai quartieri a rischio, i residenti si trasferiscono da parenti e amici I canali tenuti sotto stretta osservazione, si temono nuove esondazioni

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OLBIA. L’allarme rosso è stato dato, dal centro operativo della protezione civile Regionale, alle 14 di ieri, quando la popolazione aveva appena finito di mangiare e uffici, scuole, negozi stavano per riaprire i battenti.

La paura. Dopo le due devastanti alluvioni del 2013 e quella appena passata del primo ottobre scorso, con la prospettiva di subirne una terza nel giro di pochi giorni, la paura ha messo le ali ai piedi di quanti dovevano organizzare il Coc, Comitato operativo comunale, il complesso organismo che coordina tutte le attività di Protezione civile. Gianni Giovannelli, il sindaco di Olbia, ha firmato le ordinanza di chiusura delle scuole, ha annullato il mercatino rionale che ogni sabato occupa l’intera via Sangallo, ha sprangato palestre e circoli privati, il parco Fausto Noce, il polmone verde cittadino, mentre i vigili urbani e il personale della protezione civile comunale, con gli altoparlanti, hanno invitato la popolazione a trasferirsi ai piani alti delle case oppure chiedere ospitalità a parenti o nelle strutture e alberghi predisposti dall’amministrazione comunale lasciando liberi i pianterreni e gli scantinati.

L’allarme. Il pericolo di esondazioni dei canali dovute al passaggio del Ciclone Mediterraneo 2, annunciato in arrivo per la notte appena trascorsa e la giornata di oggi, sabato, è diventato palpabile quando i primi scrosci d’acqua, nel pomeriggio di ieri, sono caduti sulla città, creando le solite pozzanghere che si formano nei rioni bassi. A quel punto sono scattati i provvedimenti di emergenza disposti dagli uffici comunali che hanno individuato in un muretto che delimita l’accesso in via Rio Siligheddu, a ridosso dell’omonimo e pericoloso rigagnolo, uno dei probabili punti che possono generare criticità in caso di pioggia intensa. Le ruspe di una impresa privata lo buttano giù in un baleno, mentre altre squadre di operai incaricati dal Comune ripulivano, sotto la pioggia battente, alcune anse dei rii Siligheddu e San Nicola. Operazioni che sarebbe stato necessario effettuare nei giorni successivi all’alluvione di dieci giorni fa. Lavori da programmare e portare a termine dopo la terrificante e luttuosa alluvione del novembre 2013.

La tensione. È altissima tra i cittadini che risiedono nei quartieri a nelle zone a rischio. Traspare dalle parole di Roberta T., una giovane impiegata di 25 anni che abita in una villetta di via Cina, a ridosso del Rio Siligheddu. «Ho detto ai miei di vendere la casa, di trasferirci da un’altra parte perché non possiamo convivere con l’incubo della alluvione», ha raccontato la ragazza. Nel 2013 la sua famiglia perse tutto, dall’arredamento alle auto. Nell’ultima esondazione si sono salvati perché le paratie messe agli ingressi delle villetta, come nelle calli veneziane, hanno funzionato. «Quando siamo rientrati a casa, dopo due notti trascorse ospiti di parenti – ha spiegato Roberta – pensavamo di trovare nuovamente tutto allagato. Fortunatamente questa volta l’acqua è entrata soltanto nel cortile. È andata bene».

Notte d’angoscia. Ore lunghissime, una notte difficile rivissuta da buona parte della popolazione che abita ai piani terra dei rioni più a rischio, quelli di Isticcadeddu e di Baratta. Le scuole, anche questa mattina, resteranno chiuse non soltanto a Olbia, ma anche in Alta Gallura, dove l’allarme rosso è scattato anche a Tempio e nei centri vicini.

Tutto chiuso. Il sindaco di Tempio Andrea Biancareddu, dopo aver riunito il Coc, ha firmato le ordinanze di chiusura di uffici pubblici e scuole e attivato, come da protocollo nazionale, il sistema di protezione civile. Dell’annunciato passaggio del ciclone Mediterraneo 2, a notte inoltrata, non c’è stata traccia, fortunatamente.

Le precipitazioni. La pioggia caduta ieri in Gallura rientra tra i dati pluviometrici previsti dall’attuale stagione, l’autunno, ma considerata la violenza e la concentrazione di forti precipitazioni a carattere locale i protocolli d’allarme sono scattati per buona parte delle Regione. L’emergenza è stata prevista sino alle 20 di stasera, quando la protezione civile regionale, sulla base delle informazioni e dei dati che vengono forniti dai centri di meteorologia istituzionale emetterà i nuovi bollettini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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