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Premio Parodi, oggi la giuria sceglie il nome del vincitore

di Gabriele Balloi
Premio Parodi, oggi la giuria sceglie il nome del vincitore

CAGLIARI. Manca poco, oramai, al suo decennio di vita. Già si conclude infatti l’ottava edizione del Premio Andrea Parodi. Concorso di “world music” intitolato al grande artista turritano. Oggi alle...

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CAGLIARI. Manca poco, oramai, al suo decennio di vita. Già si conclude infatti l’ottava edizione del Premio Andrea Parodi. Concorso di “world music” intitolato al grande artista turritano. Oggi alle 20,30 l’ultima delle tre serate all’Auditorium Comunale di Piazza Dettori. Finale che, come consuetudine, decreterà il vincitore ma assegnerà in aggiunta un Premio della Critica, più alcune targhe e menzioni speciali. Tra gli ospiti Alejandra Ribera e Mario Incudine. Nonché il principe degli organettisti sardi, Totore Chessa al quale si è conferito il Premio Albo d’Oro 2015. Nei precedenti giorni, invece, altri ospiti sono stati i Tazenda, i siciliani Tamuna che hanno presentato il videoclip “Balai”, realizzato in quanto Premio della Critica 2014, e la vincitrice dell’anno scorso, la partenopea Floriana Cangiano, in arte Flo. Sono nove i finalisti in gara (non dieci, come la passata edizione). Ciascuno col suo specifico background linguistico e culturale. Due giurie, una tecnica e una critica, come sempre valuteranno chi fra loro abbia meglio rappresentato l’ambito della “world music”, nella competizione che si avvale della direzione artistica di Elena Ledda. Dalla Campania arrivano i Calatìa, rielaborando in chiave etno-rock un motivo tradizionale del basso casertano, usato sia come filastrocca per bambini sia come canto da lavoro femminile.

Ci sono le Alarc’h, che s’inventano un folk celtico-calabrese, con voci a metà strada fra Loreena McKennitt e Faraualla. Poi la carismatica Claudia Aru Band, nel suo ironico rock in lingua sardo- campidanese. Cantano invece in italiano i Corimé, siciliani trapiantati sul lago di Garda, con un brano più pop-leggero che folk. Mentre il cantautore algherese, Davide Casu, presenta un pezzo in catalano, con malinconie un po’ alla Veloso e melodie alla Mauro Palmas. Andiamo poi sul dialetto ciociaro grazie all’ensemble di Giuliano Gabriele e su quello reggino con i Koralira, nella limpida voce di Domenica Rita Buda che realizza una sorta di soul-folk. Interessante, pregevole tecnicamente, setosa e calda la vocalità di Marina Mulopulos, che canta in greco. Ed infine la piemontese Valeria Tron, con un originale testo in occitano-patois.

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