Contro la paura alluvione Olbia accende le ruspe
Nei prossimi giorni sarà abbattuto uno dei simboli delle opere pubbliche inutili Tutto è pronto per buttare giù la rampa che fa da tappo al rio Siligheddu
OLBIA. Uno dopo l’altro i “tappi” che hanno provocato l’esondazione dei canali di Olbia nelle alluvioni del 2013 e del ottobre 2015 stano crollando sotto le bennate delle ruspe comunali.
«Non lascerò nulla di intentato per evitare che la città venga nuovamente sommersa dalle piene dei fiumi che scorrono tra le case», ha spiegato ieri il sindaco Gianni Giovannelli, che ha già illustrato il piano di demolizioni studiato a tavolino con i tecnici comunali e gli esperti in materie di idrologia e geologia. Il sindaco di Olbia, forte dell’approvazione dell’assessorato all’ambiente della Regione Sarda, dell'Adis (l’Autorità di Bacino idrografico della Sardegna), del Savi (il servizio ambiente della regione Sarda), del Genio civile di Sassari e delle Ferrovie dello Stato, ha predisposto e sta portando avanti il programma di demolizioni approvati con procedura d’urgenza nel coso dell’ultima alluvione. Nel frattempo i lavori di ripulitura dei canali proseguono a pieno ritmo, operazioni di manutenzione ordinaria che avrebbero dovuto già essere completate, dalle ditte appaltanti, prima dell’arrivo della stagione delle piogge. Che si annunciano sempre più copiose e intense a livello locale, tanto da scatenare polemiche tra gli amministratori dei Comuni inseriti ma, fortunatamente, non toccati dagli eventi meteo catalogati come allarme rosso dalla protezione civile. Le ruspe comunali di Olbia hanno già abbattuto il vecchio ponte di via Vittorio Veneto sul rio Siligheddu, che impediva il deflusso delle acque scaricandole nel quartiere Isticcadeddu, il sovrapasso di Sa Fossa, a monte del rio Siligheddu, che formava un tappo in rione Baratta. Si proseguirà, nei prossimi giorni, con l’intervento più importante, l’abbattimento della rampa stradale che passa di fianco allo stadio Nespoli, le cui campate fanno parte integrante della foce del rio Siligheddu e il cui tombamento ostruisce il deflusso delle acque verso il golfo interno di Olbia. Un lavoro mastodontico per il quale è prevista la chiusura di una delle uscite della sopraelevata che da via Veneto porta verso via Roma e il quartiere nord della Sacra Famiglia. I sedici punti di criticità individuati nel piano Mancini, un progetto studiato per la mitigazione del rischio idrogeologico della città, include aree delle Ferrovie dello Stato. Il ponte ferroviario sul canale Zozzò, nel quartiere del vecchio porto Romano ha le campate talmente basse, a livello del mare, che ad ogni piena si deve, per ragioni di sicurezza, sospendere il traffico ferroviario da e verso Golfo Aranci. Un altro punto delicato, sempre a proposito delle Ferrovie dello Stato, e quello a ridosso di via Cina, dove la massicciata crea una diga naturale alle esondazioni del rio Siligheddu, Gianni Giovannelli, già imputato per disastro ambientale e omicidio prlurimo colposo, non lascerà nulla di intentato per mettere in sicurezza tutti i quartieri della sua città. «Effettueremo gli interventi previsti nel più beve tempo possibile» ha piegato il sindaco di Olbia. Intanto gli ufficiali di polizia giudiziaria della guardia costiera e i colleghi della polizia locale di Olbia portano avanti le acquisizioni di documenti relativi ai piani di intervento idrogeologico della città, all’ancora non approvato Puc e stanno verbalizzando le testimonianze di quanti, nell’alluvione dei primi giorni di ottobre, hanno subìto danni materiali.
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