Piras (Sel): «Pigliaru rovesci il tavolo»
Il deputato invita a cambiare strategia: basta con le prese in giro, sì alla mobilitazione sociale
SASSARI. Basta alla diplomazia, sulla partita delle servitù occorre fare la voce grossa. «Pigliaru convochi immediatamente la conferenza regionale sulle servitù militari, convochi tutte le rappresentanze del popolo sardo, rovesci il tavolo Stato-Regione». È questa la strategia indicata dal deputato di Sel Michele Piras, componente della Quarta commissione (Difesa) alla Camera. Che interviene dopo l’imposizione alla Sardegna della megaesercitazione Nato «Trident Juncture», nonostante il no del Comipa, il comitato misto paritetico per le servitù militari. «È giunto il tempo che alle prese in giro si risponda con il conflitto istituzionale e la mobilitazione sociale, anche per rimediare al grave errore compiuto di lasciare che la vertenza servitù militari venisse declassata da battaglia di popolo a tavolo tecnico-istituzionale», dice l’esponente di Sel. Che aggiunge: «la Regione dovrebbe gridare “noi non vogliamo Trident Juncture”, dovrebbe farlo insieme a noi, in faccia al Ministero della Difesa ed interporsi fisicamente fra il territorio e la Nato», sostiene Piras. «Un’esercitazione mostruosa, un grottesco esercizio muscolare della Nato sbattuto in faccia alla Russia di Putin proprio nel momento in cui si stanno trattando le alleanze contro il Califfato Daesh, e in più un sicuro violento impatto ambientale nella nostra Isola, per l’ennesima volta teatro dei giochi di guerra delle potenze occidentali». «Penso che su questa vicenda – conclude il parlamentare di Sel – dovrebbero mobilitarsi tutta la politica e la società sarda, le associazioni ambientaliste e sindacali, quelle culturali e del volontariato, per dire - una volta per tutte - che i sardi sono stanchi di povertà, sottosviluppo, occupazione militare e dissesto idrogeologico, che è giunto il tempo del risarcimento. Ora è chiaro cosa ci sta costando il calo di tensione e di attenzione pubblica: ci ritroviamo da una parte le mega esercitazioni Nato, dall’altra le dichiarazioni del capo di stato maggiore dell’Esercito che si permette di dichiarare “intoccabil” le servitù, quasi fosse un ministro o un presidente del Consiglio, quasi davvero risiedesse in capo a lui il diritto di decidere».
Di avviso totalmente opposto il consigliere regionale di FdI-An Paolo Truzzu, che le servitù militari le difende e accusa il governatore Pigliaru di non fare altrettanto: «Le regioni “rosse” si prendono le nostre risorse, mentre a fine mese rischia di chiudere la base militare di Decimomannu. E a noi, in Sardegna, restano ignavia e violenza di piazza». Truzzu si rivolge a Pigliaru: «Cosa intende fare il governatore fermo nel suo immobilismo? Qual è il progetto finale di alcuni parlamentari sardi di sinistra che con le loro dichiarazioni suicide da Roma remano contro la propria Regione?» Ancora: «Qual è lo scopo di manifestazioni violente di sedicenti pacifisti, provenienti da tutta Italia, che non protestano per la mancanza di lavoro ma scendono in piazza solo contro una delle realtà che assicura quel poco di occupazione rimasto in Sardegna? Le basi e i poligoni sardi – sottolinea il consigliere Truzzu – sono una risorse per l’isola, portano denaro e posti di lavoro. Mentre la Giunta Pigliaru sta a guardare, le esercitazioni vanno nella Sicilia di Crocetta, ma già la Puglia di Vendola si era accaparrata il progetto dei droni italiani».
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