La Nuova Sardegna

Cisl, pronti a un autunno di lotta

Piano decennale per le infrastrutture per rimettere in moto industria e turismo

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CAGLIARI. Il sindacato deve cambiare per affrontare i problemi nuovi. Il l segretario regionale della Cisl Oriana Putzolu, ha indicato, ieri, durante i lavori della conferenza programmatica e organizzativa in corso alla Fiera Internazionale di Cagliari un nuovo modello di sindacato, una riorganizzazione radicale con l’obiettivo dello snellimento delle strutture e un piano organizzativo «a filiera corta», che rafforzi la presenza nei luoghi di lavoro, nelle aziende e nei territori, destinando a questo specifiche risorse.

Insieme all’annunciata riforma sul fronte interno si prepara per la Cisl Sarda un «autunno di mobilitazione» nei confronti del governo nazionale e, se non ci sarà un «sussulto» da parte della Giunta regionale, anche contro l'esecutivo guidato da Francesco Pigliaru. Lo ha ribadito la segretaria generale del sindacato, Oriana Putzolu , proponendo un tavolo trilaterale fra Regione, parti sociali e associazioni di imprenditori. «Il dialogo con la Giunta non si è mai aperto, abbiamo avuto solo incontri sporadici con il presidente Pigliaru - ha spiegato la leader della Cisl - mentre occorre siglare un protocollo per definire le priorità di intervento, a cominciare dal lavoro per proseguire con il progetto di sviluppo dell'Isola».

La strada per lo sviluppo in Sardegna, passa per il segretario della Cisl attraverso la necessità di «una svolta» nella politica regionale e, in questo senso, i «prossimi mesi saranno decisivi per attuarla». Una svolta che deve passare attraverso un nuovo progetto di sviluppo: un new deal sardo che coinvolga le parti sociali ed economiche dell'Isola. Il percorso proposto dal sindacato è un piano decennale di infrastrutture materiali ed immateriali che metta insieme innovazione, industria, turismo, commercio, artigianato, cultura, ambiente e agricoltura, ma anche istruzione e formazione. Ma, sostiene la Cisl, l’emergenza numero uno resta il lavoro, in particolare quello dei giovani che non c’è.

«È necessario fare un passo in più nelle politiche per l’occupazione, attivando meccanismi che consentano una staffetta generazionale che favorisca l’uscita dal mercato del lavoro di coloro che sono prossimi alla pensione per poter assumere giovani – sottolinea Gigi Petteni, segretario confederale nazionale, responsabile delle politiche del mercato del lavoro e giovanili della Cisl – Si potrebbe dare la possibilità a coloro ai quali mancano 24 mesi alla pensione, di svolgere un part time, senza penalizzazioni contributive, a condizione di assumere un giovane – suggerisce Petteni che è intervenuto a Cagliari al posto del segreterio nazionale Annamaria Furlan, trattenuta a Roma per impegni istituzionali. (f.t.)

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