Isola al top nel risparmio energetico
Confronto tra le regioni d’Europa, la Sardegna illustra i risultati: minori consumi di olio combustibile per 44mila tonnellate
INVIATO A BRUXELLES. Nel suo piccolo la Sardegna ha fatto molto per l’energia sostenibile. Ha tirato giù i vecchi lampioni in 280 Comuni su 377, l’80 per cento, per sostituirli con i led, che consumano meno e fanno più luce. Ci sono voluti quasi sei anni e un bel po’ di finanziamenti europei, oltre 120 milioni, ma ora è all’avanguardia in Europa. Tanto da essere celebrata anche dall’astronauta Samantha Cristoforetti, con una foto dallo spazio e questa stellare didascalia: «Siete una delle regioni meno calde dell’Italia», dove il caldo non è misurato in gradi Celsius, ma nel minore inquinamento luminoso.
Bene, all’Open Day di Bruxelles – è il confronto annuale fra le Regioni d’Europa – la Sardegna ha fatto la sua bella figura proprio grazie a quei «lampioni sostenibili». Non ha sfigurato certo, anzi, in un mondo che sull’energia verde investe milioni, fa ricerca ed educa la gente al rispetto. L’exploit isolano è stato, quando Gianluca Cocco, direttore del servizio della Regione per la «Sostenibilità ambientale», ha detto: «Con il progetto led fra illuminazione pubblica, scuole e uffici pubblici meno spreconi, la Sardegna ha risparmiato quasi 44mila tonnellate di olio combustibile in un anno». Cioè: ha prodotto ed emesso meno anidride carbonica nell’aria, contribuito a ridurre il buco dell’ozono e dato una mano a salvare il pianeta. È quello che l’Europa vuole e sostiene da tempo, anche se poi si infila in troppe contraddizioni come lo sono le centrali nucleari e quelle a carbone. Anche la Sardegna, si sa, soffre di bipolarismo energetico, da una parte sponsorizza l’eolico e ogni altra «fonte alternativa», però dal’altra pensa ancora al «fuoco delle caldaie» seppure di ultima generazione nel Sulcis. Bisogna farsene una ragione, potrebbe essere la risposta in attesa che arrivi il benedetto e poco costoso metano e diminuisca la dipendenza dal petrolio. Nel frattempo l’amministrazione pubblica farebbe bene a coccolarsi progetti eccellenti e premiati come quello dei lampioni, oppure l’innovativo «comprare verde» nelle forniture degli uffici pubblici. È un altro successo del «Servizio sostenibilità»: la Regione ha ridotto del 70 per cento l’acquisto e il consumo di carta, il toner per le stampanti è solo riciclato e in altri appalti è riuscita a introdurre la clausola ambientale. Questa: «Più fai del bene alla terra, meglio staremo tutti». Applicata quest’anno dall’accoppiata Ersu-Università di Cagliari, che con il servizio mensa biologico e una bassa produzione di rifiuti, venerdì a Roma ha vinto un prestigioso premio per la “migliore politica ambientale” in Italia. Sono soddisfazioni e alla platea europea Gianluca Cocco le ha presentate con orgoglio e passione, poi sottolineate dagli esperti con un gratificante applauso. «La strada da fare – ha detto Cocco – è ancora lunga e soprattutto dobbiamo rafforzare la cultura del risparmio energetico non solo nella pubblica amministrazione ma fra famiglie e imprese. Siamo all’inizio di un percorso virtuoso e se arriveranno, come speriamo, altri finanziamenti potremmo fare un secondo importante scatto in avanti». Gli scossoni ci sono stati e hanno portato «frutti importanti», è stato il commento del governatore Francesco Pigliaru, in platea alla convention organizzata dall’Ufficio della Regione a Bruxelles. Le «buone pratiche» sono state una calamita e nel nuovo Piano energetico della Sardegna c’è molto più spazio per l’autoproduzione di energia elettrica. Ecco la novità: i consumatori pubblici o privati sono destinati a trasformarsi anche in produttori e venditori di elettricità, secondo la volontà di chi invoca a pieni polmoni il «pulito è sostenibile». Oggi di questo il presidente parlerà nei due workshop sull’ambiente nella seduta plenaria del Comitato delle Regioni. Descriverà anche lui i primati, dirà che quel «pensare, fare e comprare verde» non è un prodotto di nicchia. Può essere esportato. anche all’assemblea mondiale sull’energia, a Parigi alla fine di novembre, erede del trattato di Kyoto sul riscaldamento globale. La Sardegna qualcosa d’importante l’ha fatto, non deve più fermarsi, o avrà sprecato 120 milioni.
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