Province, si va verso una legge condivisa
In Commissione prove di dialogo tra maggioranza e opposizione. Il via libera entro la fine di ottobre
CAGLIARI. Il miracolo è possibile. La legge di riforma delle Province rischia di nascere con un accordo trasversale che vede unita maggioranza e opposizione. Le diplomazie lavorano da tempo a un accordo e in Commissione sembra avvicinarsi. Il centrosinistra ha mostrato la sua disponibilità a integrare il testo varato dalla giunta con le proposte del centrodestra. E dopo 24 ore di meditazione è arrivato l’ok dell’opposizione. Nessuno pensi ad abbracci o giuramenti di eterno amore. Tutto è molto più filtrato. Prima la posizione più rigida del decano dei consiglieri Mario Floris, poi l’atteggiamento molto più morbido di Forza Italia, con Stefano Tunis.
Roberto Deriu, Pd, ha un ruolo da regista in questo accordo che vuole trovare una visione condivisa tra maggioranza e opposizione sulla nuova legge delle Province. «È indispensabile che si affrontino e si trovino soluzioni comuni sui principali nodi della legge: unioni dei Comuni, dipendenti e risorse». Ma per ora con l’opposizione non si è entrati nel cuore della legge.
Erriu. Una delle garanzie avanzate dal centrodestra è che i risultati del lavoro della commissione non vengano stravolti dalla giunta. E la garanzia è arrivata dall’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu, il padre di questa legge. L’assessore ha anche tentato di spiegare cosa si intenda con il concetto di Unione dei Comuni, per ora il più complicato da comprendere. Un’incognita per la maggior parte dei consiglieri, ma il cuore stesso della riforma.
I tempi. Nessun dubbio. Entro la fine di ottobre ci sarà un rapido passaggio in aula per una legge che si spera sia condivisa del tutto dall’aula. Dieci giorni di intenso lavoro per la Commissione che inizieranno oggi con riunioni separate di maggioranza e opposizione per studiare la legge e vedere quali possono essere i punti in cui intervenire. Poi il confronto alla ricerca della sintesi.
Risorse e dipendenti. È forse il punto di maggiore difficoltà per la legge. Le risorse per le Province arrivavano dalla quota dell’Rcauto. Soldi che il governo ha fatto sparire e fagocitato. Le nuove Province dovranno trovare il modo per sostenersi. L’altro nodo è legato al personale. E anche l’assessore agli Affari generali Gianmario Demuro non nasconde le suea ansie. È tornato da un incontro con gli assessori delle altre Regioni. Tutti con la stessa emergenza dipendenti. Per ora la soluzione non sembra semplicissima, ma la Regione, e il consiglio ancora di più, sanno che la tutela dei posti di lavoro dei dipendenti è la priorità. C’è poi l’aspetto dello status degli amministratori che devono governare questi nuovi enti intermedi. L’assessore Erriu ha concordato con la tesi avanzata qualche giorno prima da Deriu. È inevitabile pensare a un compenso per chi investe forze e tempo nella guida delle nuove Province. Ma c’è il divieto imposto dalla legge nazionale. La Regione cerca una via di uscita, che potrebbe arrivare anche attraverso una mediazione che esalti la specialità della Sardegna. Ma il percorso, che sarà rapidissimo, è ancora all’inizio. Il confronto dell’aula servirà per perfezionare il testo e disegnare il nuovo assetto degli enti intermedi. (l.roj)
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