La Nuova Sardegna

L’assessore È ottimista

Erriu: «L’accordo è possibile»

L’ultima proposta è «aperta al contributo di tutti per migliorarla»

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CAGLIARI. Gli hanno detto di tutto e il peggio di tutto, ma l’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu è convinto che alla fine la riforma di Comuni ed ex Province riuscirà a portarla a casa entro la scadenza di novembre, Ci riuscirà «grazie al contributo decisivo del dibattito all’interno della maggioranza di centrosinistra» e anche «grazie alla partecipazione costruttiva del centrodestra».

La mediazione. Da sempre l’assessore è un ottimista ma sa essere anche realista e durante l’ultima convocazione nell’aula del della commissione Riforme del Consiglio regionale, l’ha detto senza nascondersi: «Ci sono delle evidenti difficoltà e sono d’ogni tipo ma la sintesi può e va trovata». Senza escludere nessuno: «L’obiettivo della Giunta – ha detto – è avviare sull’ultima proposta una grande partecipazione per arrivare alla fine a condividere regole comuni. Per questo siamo aperti al contributo delle opposizioni e alle modifiche in meglio che potranno arrivare anche dalla minoranza».

I problemi. Sono diversi, ha ammesso l’assessore: «Si tratta di un testo particolarmente complesso, perché sono tanti i contesti da riorganizzare e, rispetto al testo di dicembre, ci sono più funzioni che passano dalle ex Province alle Unioni di Comuni». Per poi aggiungere: «A livello nazionale, al’interno della Conferenza Stato-Regioni, è in corso un dibattito simile al nostro e proprio sulle funzioni da ricollocare. Aspettiamo proprio le conclusioni di uno screening delle competenza da riposizionare».

Le virtù. Nell’aula della commissione Riforme, Erriu ha ricordato che nella terza bozza rispetto alle prime due sono state eliminate le complicate Associazioni delle Unioni di Comuni, è stata data ancora più forza alla centralità delle Unioni e proposto, in questa, un modello della Città metropolitana di Cagliari più ristretto per non perdere i finanziamenti nazionali. «È da questa base – ha concluso – che dobbiamo partire e puntare a un confronto aperto». L’appello è chiaro ma chissà in quanti lo ascolteranno nella maggioranza e nell’opposizione.

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