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La nave dei misteri jupiter

La finanza: nello scafo 20 tonnellate di hascisc

La finanza: nello scafo 20 tonnellate di hascisc

CAGLIARI. Venti tonnellate di hascisc nascosti non in coperta come succedeva di scoprire appena qualche anno fa nelle navi in transito, ma infilate a prua nella cassa di zavorra dove per arrivare è...

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CAGLIARI. Venti tonnellate di hascisc nascosti non in coperta come succedeva di scoprire appena qualche anno fa nelle navi in transito, ma infilate a prua nella cassa di zavorra dove per arrivare è stato necessario “gattonare” nella pancia della Jupiter. E poi 18 giorni di lavoro ininterrotto per spostare venti tonnellate di granito (il carico ufficiale) e cercare dove fossero i pacchi di droga. Anche l’arresto del comandante e di altri 9 membri dell’equipaggio tutti siriani. Basterebbe questo a rendere interessante l’operazione del comando provinciale di Cagliari sotto la guida recente del generale Giampiero Ianni. Ma sono i retroscena quelli che la trasformeranno in un modello operativo per le forze in campo nella lotta al traffico di droga, di armi e di migranti, traffici spesso utilizzati per finanziare il terrorismo islamico. Il ritrovamento importante di per sè diventa infatti un vero gol (parole di un ufficiale) perché l’osservazione della Jupiter cominciata nell’ottobre 2014, l’aggancio della nave uscita da un porto spagnolo senza che l’equipaggio si accorgesse di nulla, l’abbordaggio della nave nel canale di Sardegna e quindi il traino fino al primo porto utile (Cagliari) sono il risultato di una straordinaria collaborazione tra Spagna, Francia, Italia, l’Unione Europea. Si tratta di una collaborazione nata e consolidata a mano a mano che si è fatta strada un’idea investigativa innovativa: non fermare la droga quando arriva a destinazione ma andare a scovare i traffici là dove si generano («nell’azione investigativa - spiegava un ufficiale – è un salto culturale senza pari»). Anche la conferenza stampa è stata corale: assieme a Ianni e a Nicola De Benedictis (nucleo polizia tributaria), ai colonnelli Sergio De Santis e Italo Spalvieri, sono intervenuti il comandante del reparto operativo aeronavale nazionale generale Antonino Iraso e il responsabile della Direzione centrale servizio antidroga il colonnello Pino Colone.

Le venti tonnellate sequestrate sul mercato avrebbero avuto un ritorno di 200 milioni di euro, ora verranno analizzate e poi smaltite come rifiuti speciali. La nave, una volta conclusa l’inchiesta, sarà quasi certamente confiscata e messa all’asta. La destinazione della Jupiter doveva essere la Libia, uno dei punti nevralgici delle “autostrade” del Mediterraneo sulle quali viaggiano armi, migranti e, appunto, la droga in quantità ingenti. Il riserbo copre per ora la posizione dell’armatore.

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