La modella magra di "Marie Claire" fa "litigare" Michela Murgia e Francesca Barracciu
Scontro a colpi di post e tweet tra la scrittrice, che accusa la rivista femminile di diffondere un'idea di donna da combattere, e la sottosegretaria che si schiera con l'Unità che ha risposto alla Murgia con un commento dal titolo "Anoressica a tua sorella"
SASSARI. La magrezza di una modella sulla copertina di una nota rivista femminile. È il casus belli che provoca uno scontro a colpi di post e di tweet tra la scrittrice Michela Murgia (e suoi follower) da una parte e l'Unità (e Francesca Barracciu) dall'altra.
Michela Murgia non ha apprezzato la copertina del numero in edicola della rivista Marie Claire: ad avviso suo e di molte sue estimatrici, la copertina del periodico, che mostra una modella molto magra, dà un'immagine sbagliata della donna. La scrittrice lo ha scritto su Facebook e su Twitter. I toni sono quelli militanti e fustigatori spesso utilizzati dalla scrittrice sarda. Ecco, di seguito, il suo post e il suo tweet.
Copertina di novembre del mensile MarieClaire.Quando cominceremo a reagire sul serio e tutte insieme alla costruzione...
Posted by Michela Murgia on Venerdì 16 ottobre 2015
Non saprei dire se è peggio la copertina o la pezza della direttrice. http://t.co/yZa1uW1bHH Spavento e disgusto. pic.twitter.com/dMAIGMxZax
— Michela Murgia (@KelleddaMurgia) October 16, 2015
I post di Michela Murgia e il suo appello alla mobilitazione non sono passati inosservati. Ma se i suoi follower si schierano con lei, in qualche caso non lesinando aggettivi pesanti nei confronti della modella, arriva anche qualche bacchettata.
Molto duro, in particolare, il commento di Alessandra Serra, esperta di politica e di nuovi media, pubblicato sul sito dell'Unità.tv.
Titolo inequivocabile: "Anoressica a tua sorella" . Un lungo articolo (leggi qui la versione integrale) dove, tra gli altri, compare questo passaggio: "Ora, prendendo per buono l’intento semiotico della Murgia, tutto rivolto a questioni di principio e senza alcuna acrimonia nei confronti della ragazza in foto, ci dovremmo interrogare sulla legittimità di certe invettive, che loro malgrado coinvolgono una donna reale, una persona, ma non solo. Riguardano milioni di donne spesso a disagio col proprio corpo adolescente ed esile, che non hanno il seno di una maggiorata, che non hanno le forme di una diva sexy. È un’idea di emancipazione femminile, quella della Murgia, offensiva e pericolosa, perché passa per quella pratica di body shaming (l’insulto a vergognarsi del proprio presunto difetto fisico) che è una delle derive peggiori della cultura del nostro tempo".
Conclusione: "Chi scrive era un’adolescente magrissima, intimidita di fronte al fiorire di corpi di coetanee che mostravano segni di una femminilità prorompente, portava i jeans e i maglioni più o meno come la modella nella foto, non si piaceva. L’ultima cosa che avrei voluto leggere è il disgusto di una scrittrice famosa per aver visto le mie braccia esili e le miei fianchi da maschietto. Penso alle ragazze magre e insicure di oggi che hanno visto quel post di Michela Murgia, e dico a loro, fregatevene, tutta invidia".
Con Alessandra Serra, via Twitter, si schiera un'altra donna sarda molto nota, Francesca Barracciu, sottosegretario alla cultura del governo Renzi.
Sottoscrivo ogni parola e ogni virgola di questo articolo. https://t.co/ClJi1rSgEJ
— Francesca barracciu (@Barracciu) October 17, 2015
Segue replica della scrittrice, che ribatte per le rime rispondendo su twitter a chi le fa notare il commento dell'Unità:
Ammazza! Se la sintesi di un discorso complesso come questo è "Tutta invidia", temo che la taglia 38 sia quella dei neuroni. @angelinascanu
— Michela Murgia (@KelleddaMurgia) October 17, 2015
Della serie, volano gli stracci. E i tweet. (a.se.)
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