«Lasciati soli dietro le sbarre»
Situazione esplosiva anche a Badu ’e Carros e Mamone
NUORO. Alta tensione nelle carceri nuoresi, sia davanti sia dietro le sbarre. Chiuso e ormai dimenticato il penitenziario di Macomer, la Colonia penale di Mamone rischia il blocco totale mentre la Casa circondariale di Badu ’e Carros è sull’orlo di una crisi di nervi. Nonostante le numerose iniziative socio-culturali messe in piedi dalla direzione, il “sistema carcere” è sempre più pesante. Emblematico il tentativo di suicidio di due giorni fa di un detenuto cinese rinchiuso in una cella del penitenziario barbaricino. Soltanto il pronto intervento degli agenti di polizia ha evitato il peggio, nonostante «il sentore e i segnali ci fossero tutti – denuncia il garante dei detenuti Gianfranco Oppo – e già dal mattino si fossero prese tutte le precauzioni del caso». È il caso di un detenuto straniero abbandonato a se stesso, anche dai propri parenti, in un carcere italiano, senza un interprete a disposizione, e senza poter «capire le reali possibilità economiche del detenuto e la sua accessibilità alla difesa d’ufficio» spiega ancora Oppo. A dimostrazione che il sistema penitenziario italiano è soltanto un «contenitore di corpi», sottolinea il garante.
Corpi da trasloco, spesso. Come è successo per diversi detenuti di Badu ’e Carros inseriti già in un percorso di recupero, poi impacchettati e spediti per strane volontà ministeriali al carcere di Massama, a Oristano, con relativa brusca interruzione di qualsiasi attività intrapresa a Nuoro.
Ma se i detenuti stanno male, non stanno bene neppure i poliziotti penitenziari. Sotto organico ovunque, sotto stress continuo per via degli straordinari che sono costretti a fare. E ora, vedi quanto succede alla Colonia penale di Mamone, lasciati pure senza automezzi. «A giorni, se non si interverrà con urgenza – ha scritto il segretario generale aggiunto regionale della Cisl Fns Giovanni Villa –, Mamone si bloccherà con l’alto rischio della chiusura delle varie diramazioni». Appello ribadito anche dal segretario nazionale Pompeo Mannone che ha inviato una lettera a Roma, all’indirizzo di Gianfranco De Gesu, direzione generale Beni e servizi del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, e a Cagliari, all’indirizzo del provveditore regionale Enrico Sbriglia. «Dire che il carcere è abbandonato è un eufemismo» rincara Giovanni Villa. E il suo grido di dolore è ormai comune a tutte le carceri isolane, dove il ministero continua a spedire detenuti (anche quelli cosiddetti “altamente pericolosi”) senza invece investire in risorse umane. Basti pensare ai direttori. Tanto per restare nel Nuorese: Badu ’e Carros è diretto dallo stesso direttore che dirige Nuchis-Tempio; Mamone è diretto dallo stesso direttore che dirige Bancali-Sassari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
