Sel: no alla chiusura delle agenzie
Daniele Cocco e Lai: «Sarà un servizio in meno nei piccoli Comuni»
CAGLIARI. Il piano di ristrutturazione della Bper, che controlla il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari, è finito di nuovo nel mirino. Dopo la Cisl, che lo aveva contestato poche settimane, fa, ora è il gruppo di Sel in Consiglio regionale a sollevare il caso. Lo ha fatto con un’interpellanza al presidente della Giunta in cui c’è scritto tra l’altro: «Il piano di riordino della rete di sportelli del Banco di Sardegna avrà conseguenze negative sui cittadini e soprattutto sui piccoli Comuni». Secondo i consiglieri regionali Daniele Cocco, capogruppo, ed Eugenio Lai, vicepresidente del Consiglio, «negli ultimi anni il Banco di Sardegna ha chiuso ben 38 agenzie nelle diverse province, e il nuovo piano penalizzerebbe ancor di più alcune aree particolarmente disagiate del territorio regionale fino a obbligare i cittadini a subire altri disagi e costi aggiuntivi». Con anche questi effetti: «In molti piccoli Comuni la scomparsa degli sportelli del Banco di Sardegna accentuerebbe la condizione di marginalità e di isolamento di quelle popolazioni, già colpite dal progressivo ridimensionamento di presidi pubblici o di rilevanza pubblica essenziali per la vita della comunità».
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