Saremar, sciopero il 23 ottobre
I sindacati confermano l’agitazione per protestare contro i licenziamenti
CAGLIARI. La vertenza sul futuro della Saremar non si ferma. I lavoratori non sembrano essere persuasi dalle garanzie date dalla Regione in queste settimane. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana ha ribadito che la Regione punta a garantire il mantenimento di tutti i posti di lavoro, anche attraverso la clausola sociale che verrà inserita nel bando con cui saranno messe all’asta le rotte. Insieme ai 13 milioni di euro, soldi che arrivano dal governo per garantire il servizio pubblico, la Regione chiederà che siano utilizzati gli stessi lavoratori della Saremar. Il 23 ottobre è confermata la giornata di sciopero di tutti i marittimi Saremar. «Nonostante le pressanti, e più che legittime, richieste delle organizzazioni sindacali e delle amministrazioni locali, sulla vertenza Saremar, la procedura di fallimento e la vendita delle navi procedono inesorabilmente, con una Regione sempre più indifferente al grido di disperazione che si leva dai lavoratori e dalle comunità isolane», lo hanno denunciato, in una nota unitaria, i sindacati Filt-Cgil, Uil, Federmar-Cisal, Ugl-Mare, Usclac-Uncdim, che hanno confermato per il 23 ottobre uno sciopero dei lavoratori. «Le vaghe frasi dell'assessore Deiana, miranti ad anestetizzare lavoratori e popolazioni - hanno aggiunto le organizzazioni sindacali - non convincono nessuno. Con lo sciopero del 23 ottobre intendiamo richiamare, ancora una volta, l'attenzione della Regione sulla delicata vertenza che vede il licenziamento, ormai prossimo, di tutto il personale nonché aprire una porta nel buio sul futuro dei trasporti marittimi di Carloforte e La Maddalena».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google