La Nuova Sardegna

Tama trio, “Voglio un chilo di pane” L’arte di mescolare suoni e culture

di Walter Porcedda
Tama trio, “Voglio un chilo di pane” L’arte di mescolare suoni e culture

CAGLIARI. Zampogna, liuto cantabile, mandola, tamorra e voce. Ritmi da tarantella, ballo tondo, canzoni e serenate sospirate. C’è un trionfo di melodie, arie nostalgiche e intreccio di suoni e di...

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Zampogna, liuto cantabile, mandola, tamorra e voce. Ritmi da tarantella, ballo tondo, canzoni e serenate sospirate. C’è un trionfo di melodie, arie nostalgiche e intreccio di suoni e di culture. E’ un vero disco folk, come non se ne fanno più da tempo, ma quale respiro e ricchezza esprime. Non un album di fusion nè di world music ma di musica eseguita in modo sontuoso da tre signori musicisti, rappresentanti di altrettanti universi musicali. “Voglio un chilo di pane” primo album del Tama trio pubblicato da S’Ard raccoglie assieme il cantante napoletano Nando Citarella (anche ai tamburi a cornice), il siciliano Pietro Cernuto agli aerofoni e il sardo Mauro Palmas alla mandola e al liuto.

L’album è frutto in progress nato dalle continue tournèe in Italia e soprattutto all’estero dove la musica tradizionale è venerata e seguita da un pubblico attento e competente. Negli spazi e nelle pause di concerti e nelle attese tra aeroporti e stazioni è nato un incontro fecondo tra tre esponenti di tre differenti culture che in questo disco trovano spazio autorevole. Ognuna con la propria autorevolezza e senza stravolgimenti, ma anzi con trovate e soluzioni che ne esaltano al contrario proprio l’aura originale.

Così dai lamenti siciliani – bellissimo “O nici”, un tradizionale di Caronia, poco conosciuto, una sorta di blues ante litteram – ai vertiginosi giri di ballo sardo eseguiti con la consueta maestrìa da Palmas alla voce di Citarella che cesella e lustra un capolavoro come è l’appassionata “Carmela”, il disco è soprattutto una fotografia dettagliata di una ampia area musicale dell’Italia meridionale – sicula e partenopea in primis – e quella della Sardegna.

“Voglio un chilo di pane” si apre con una citazione della canzone d’autore italiana, quella di Lucio Dalla, omaggiato in una inusuale ma efficae e stranita versione di “Treno a vela”.

Atto simbolico quasi a mettere in collegamento due mondi solo apparentemente lontani, per cui la canzone del cantautore bolognese si veste di suoni e ritmi popolari echeggianti la tarantaella.

A ruota vengono il preciso “Danza in Minore” di Palmas, echeggiante il ballo campidanese, l’intensa canzone tradizionale d’amore “St’ammuri d’unni veni” e il travolgente “Ballitu missinis” entrambe di Pietro Cernuto.

“Filuchè” è invece un conturbante zig zag tra Sardegna e Campania con un omaggio finale a Sergio Endrigo.“Tamapizzicà” mescola invece Salento e Sicilia. Ciliegia quasi finale il lirico “La luna Piena” di Palmas. Disco serissimo di tre autorevoli musicisti ma che non si prendono troppo sul serio e siglano la loro amicizia con l’ultimo simpatico divertimento de “I tre compari”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative